Festività natalizie e cenoni: ecco come NON rimediare agli “sgarri”
Partiamo dalle fondamenta: la parola “sgarro” associata ai pasti serve solo a rafforzare il pensiero dicotomico della “diet culture” che divide il cibo in “giusto” o “sbagliato”. Sgarro, letteralmente, significa “mancanza nell’adempiere un dovere; errore, sbaglio”, e spesso si riferisce a quegli alimenti che escono fuori dagli schemi rigidi di una dieta, e che possono rappresentare un momento di condivisione, oppure un valore emotivo e di piacere per il palato.
Questi alimenti considerati il “male assoluto” possono generare sensi di colpa proprio perché considerati “non sani”, o molto calorici, quindi da eliminare o limitare fortemente: ma questo atteggiamento di controllo porterà, non solo a desiderare di più quel determinato alimento, ma anche a perdere il controllo quando ce lo ritroveremo a tavola.
E questo potrebbe dar vita ad abbuffate e/o atteggiamenti compensatori, ad esempio «vado in palestra o cammino di più così posso “permettermi” di mangiare di più», o altro tipo di situazioni più “estreme” (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi, drenanti o “bruciagrassi”).
Per vivere un rapporto sereno con l’alimentazione c’è bisogno di tanta consapevolezza. Ma, soprattutto, non bisogna lasciarsi influenzare dal pensiero e dai giudizi di chi si ha intorno, perché il cibo è un “contenitore” di macro e micronutrienti, e nessun alimento fa male in assoluto (a meno che non ci siano intolleranze e/o allergie).
Quindi la migliore “strategia” in questi casi, è quella di ritornare alla propria routine, senza aumentare gli allenamenti, tagliare le calorie facendo protocolli detox, eliminare i carboidrati (macronutrienti importanti per le nostre funzioni fisiologiche), o spendere fior di quattrini per integratori “bruciagrassi” (o accelleratori del metabolismo). Anzi, in quest’ultimo caso, l’unico risultato sarà solo quello di far sgonfiare il vostro portafogli e riempire quello di chi vi propone questi “pacchetti”.
Questi protocolli danno l’illusione di funzionare e di farvi perdere peso velocemente, perché abbinati sempre ad una dieta low carb o chetogenica (quindi ipocalorica). La nutraceutica può essere utile, ma bisogna sempre contestualizzare il suo utilizzo.
Se poi sentite l’esigenza di cambiare la vostra routine, questo può essere fatto in maniera graduale e costante, integrando il vostro stile di vita con del movimento, un’attività fisica che vi piaccia davvero, e iniziare a comprendere che in un’alimentazione bilanciata e “sana” rientrano anche gli alimenti considerati “non sani” (sia dolci, che salati). È bene ricordarsi che l’alimentazione è equilibrio, consapevolezza, gusto ed emozioni.
Se sentite il desiderio di fare pace con il cibo, andando oltre la diet culture e la grassofobia, e creare una vostra ruotine alimentare, basata sulla conoscenza dei nutrienti e le loro funzioni, potete dare un’occhiata alla mia pagina Instagram Nutriamo l’equilibrio.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non intendono sostituirsi a consigli, diagnosi e/o trattamenti medici. Si ricorda che è importante, per favorire il benessere individuale e la prevenzione delle patologie, basare la propria alimentazione sul modello Mediterraneo, e praticare attività fisica regolare. Fonte immagine: Freepik
















