Dall’Irpinia al Cilento: 46 nuovi elementi nel Patrimonio Culturale Immateriale campano

NAPOLI. Il patrimonio culturale immateriale della Campania si arricchisce di 46 nuovi elementi, confermando la vitalità, la profondità culturale e la capacità delle comunità locali di custodire e rinnovare le proprie tradizioni.

Il Teatro Trianon Viviani di Napoli, nei giorni scorsi, ha ospitato la presentazione ufficiale dei nuovi iscritti all’Inventario del Patrimonio Immateriale della Campania (IPIC) e della terza edizione del catalogo aggiornato (Fondi Coesione Italia 21/27 nell’ambito della DGR n. 616/2024). L’IPIC, istituito dalla Regione Campania, nasce per censire, tutelare e valorizzare il patrimonio culturale immateriale regionale, in coerenza con la Convenzione UNESCO del 17 ottobre 2003, ratificata dall’Italia con legge n. 167/2007.

Tra i nuovi iscritti figurano 13 elementi della provincia di Avellino (tra questi, il “Maio di Santo Stefano” a Baiano e i “Cicci e’ Santa Lucia” di Atripalda), 3 elementi della provincia di Benevento (tra cui “La processione del Venerdì Santo con flagellanti” a San Lorenzo Maggiore), 3 elementi della provincia di Caserta (“Carnevale di Capua”, “Festa dell’Assunta” a Santa Maria Capua Vetere, ecc.), 10 elementi della provincia di Napoli (che includono il “Carnevale acerrano” e “La mitilicoltura nel Lago Fusaro” a Bacoli) e 17 elementi della provincia di Salerno (“Palio della Stuzza” a Castellabate, “Saperi tradizionali e artigianato della ceramica vietrese”, ecc.). Inoltre, attraverso i rispettivi addenda, sono stati aggiornati tre elementi già iscritti all’Inventario: “Il Carnevale serinese: la rappresentazione del Carnuale muorto e la Mascarata” di Serino (AV); “Rosamarina e rituali connessi – Alta Valle del Sabato” di Aiello del Sabato (AV); “Traslazione e Festa della Sacra Icona della SS. Madonna di Casaluce, Patrona della città” di Casaluce (CE) e Aversa (CE).

Gran parte dei nuovi elementi (34) rientrano nella sezione Celebrazioni, 6 in Cultura Agro-alimentare, 3 nella sezione Espressioni e 3 in quella dei Saperi. Con “patrimonio culturale immateriale” si intendono infatti le celebrazioni, le espressioni, i saperi, le ritualità e i momenti festivi collettivi – comprese le manifestazioni religiose e i contesti culturali ad essi associati – e la cultura agro-alimentare.

Elementi che le comunità riconoscono come parte fondante della propria identità e che vengono trasmessi di generazione in generazione, rinnovandosi nel rapporto con l’ambiente, la natura e la storia. Durante l’incontro è stata presentata anche la nuova edizione del catalogo IPIC: un volume di 444 pagine, redatto in italiano e inglese, che raccoglie e descrive i 170 elementi attualmente iscritti all’Inventario.

Un’opera che si conferma strumento indispensabile per studiosi, operatori culturali, amministratori e cittadini interessati a conoscere e approfondire la ricchezza del patrimonio culturale immateriale campano. La versione digitale del catalogo è scaricabile gratuitamente sul sito www.scabec.it.

La giornata si è aperta con gli interventi introduttivi di Rosanna Romano, Direttore Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania, Vincenzo Santoro (ANCI) attraverso un video-messaggio, Valeria Trupiano, delegata dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale MiC, Francesco Morra, Presidente ANCI Campania, e Raffaele Compagnone, Vicepresidente UNPLI Campania.

A seguire, le presentazioni dei nuovi iscritti nelle diverse sezioni dell’Inventario: Espressioni, a cura di Enrica Amaturo dell’Università “Federico II”; Agro-alimentare, a cura di Marino Niola dell’Università “Suor Orsola Benincasa”; Saperi, a cura di Nadia Murolo, Dirigente Settore Promozione e valorizzazione dei beni culturali della Regione Campania; Celebrazioni, a cura di Maria D’Ambrosio dell’Università “Suor Orsola Benincasa”.

La mattinata si è conclusa con la testimonianza di Benedetto Casillo, direttore artistico della Festa di Piedigrotta 2025, e l’intervento musicale di Mario Maglione. L’evento ha rappresentato un momento di confronto e di crescita condivisa, ma soprattutto un invito a riconoscere il valore di un patrimonio vivo, che continua a trasformarsi, a generare comunità e a raccontare la Campania attraverso le sue tradizioni, i suoi riti e i suoi saperi.

Maria Celeste Gubitosa

Maria Celeste Gubitosa

Giornalista, personal trainer, laureata in Scienze Nutraceutiche ed aspirante nutrizionista. "Nutro mentre, corpo ed ambizioni"

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