La fondatrice di Pompei “torna alle origini”: il libro su Marianna de Fusco presentato a Monopoli
POMPEI-MONOPOLI. La biografia di Marianna Farnararo-de Fusco, considerata insieme a Bartolo Longo fondatrice della Nuova Pompei, ha fatto sì che la contessa “tornasse” per un giorno nella sua città natale. Il volume “Una vita da santa”, scritto dal pompeiano Attilio Pepe, è stato infatti presentato lo scorso ottobre nel Museo diocesano di Monopoli su richiesta della diocesi locale, richiamando un vasto pubblico di cittadini e studiosi interessati a riscoprire la figura dell’illustre concittadina.
L’opera ricostruisce il percorso umano e spirituale della contessa, evidenziandone l’impegno nella nascita del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, delle opere caritative annesse e del conseguente sviluppo della nuova città. Il libro mette in luce aspetti inediti della sua personalità e ripercorre una vita interamente dedicata ai più deboli, in piena comunione con Bartolo Longo, proclamato santo lo scorso 19 ottobre da Papa Leone XIV.
All’incontro monopolitano hanno partecipato la direttrice del Museo diocesano Miranda Carrieri, il professor Martino Cazzorla, l’arcivescovo di Conversano-Monopoli Giuseppe Favale e alcuni discendenti della contessa. L’autore ha sottolineato come la pubblicazione nasca «dalla necessità di ampliare la conoscenza di una figura rimasta troppo a lungo in secondo piano, mentre la canonizzazione di Bartolo Longo apre una nuova fase di studi sulla possibile causa di beatificazione della contessa».
Pepe ha definito «particolarmente significativa la presentazione nella città d’origine di Marianna de Fusco», parlando di una terra «profondamente legata alla memoria di una donna che seppe rispondere con fede e generosità alle esigenze dei poveri, offrendo un contributo decisivo alla storia religiosa e sociale di Pompei».
Il volume è stato successivamente presentato anche a Grazzanise, in un evento caratterizzato da forte partecipazione emotiva, e a Nocera Inferiore, nella Cattedrale cittadina, dove sono intervenute autorità religiose, rappresentanti istituzionali e il mondo scolastico.
Anche in queste occasioni, il dibattito ha evidenziato l’urgenza di recuperare il ruolo svolto dalla contessa Marianna nella grande opera di carità e di fede che diede origine alla città mariana. Le tre tappe confermano l’interesse crescente verso una figura femminile la cui eredità spirituale e sociale appare oggi più attuale che mai.
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