Pompei capitale del fiore italiano con il congresso Coldiretti

POMPEI. Si è aperto oggi a Pompei (e domani a Castellammare di Stabia) il 3° Congresso Nazionale del Fiore promosso dalla Coldiretti, un appuntamento che dal 27 al 29 novembre 2025 pone al centro il florovivaismo italiano, le sue eccellenze e le sfide future di un comparto in continua evoluzione. La scelta delle due città, entrambe ricche di storia e legate da un forte patrimonio culturale e ambientale, offre un prestigioso palcoscenico a un settore che affonda le radici in una tradizione antica e oggi esprime un’elevata capacità di innovazione.

Pompei, con il suo sito archeologico riconosciuto dall’Unesco, e Castellammare di Stabia, nota sin dall’epoca romana per le acque minerali e termali di Stabiae, ospitano un congresso che ambisce a valorizzare il ruolo strategico della floricoltura nazionale e campana. La regione, dalla Costa Vesuviana all’agro Nocerino-Sarnese fino alla Piana del Sele, si conferma infatti al primo posto in Italia per la produzione di fiori recisi e al terzo complessivo per valore del comparto, grazie alla competenza agronomica e alla capacità produttiva dei suoi floricoltori.

La giornata inaugurale, al teatro Di Costanzo–Mattiello di Pompei, ha visto una sessione plenaria dedicata al fascino del fiore Made in Italy e alle opportunità per la floricoltura nazionale. Dopo i saluti istituzionali dei sindaci di Pompei Carmine Lo Sapio e di Castellammare, Luigi Vicinanza, del presidente del Parco dei Monti Lattari e della direzione regionale Coldiretti, l’apertura dei lavori è stata affidata a Viola Follini di C40 Cities.

La tavola rotonda successiva ha riunito rappresentanti di Coldiretti, del mondo accademico, delle istituzioni e delle organizzazioni internazionali, sottolineando la necessità di investire su qualità, sostenibilità e tutela dell’origine come leve decisionali per i consumatori e come strumenti di competitività sui mercati globali. La chiusura della sessione è stata affidata al presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

Nel pomeriggio, la seconda sessione ha approfondito il ruolo dell’innovazione e della ricerca applicata alla floricoltura, con un focus sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e sulla necessità di sviluppare sistemi avanzati di sperimentazione, biocontrollo e difesa integrata delle colture. Ricercatori, tecnici, agronomi e imprenditori hanno discusso soluzioni e prospettive con l’obiettivo di garantire produzioni resilienti e sostenibili. A seguire, al Bosco de’ Medici, si è svolto un business meeting riservato alle relazioni internazionali, organizzato da Coldiretti e Filiera Italia, dedicato alle strategie di rafforzamento dell’export floricolo.

La seconda giornata, ospitata nella Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, coinvolgerà studenti degli istituti agrari e dell’università “Federico II”, offrendo loro una panoramica sulla produzione, i mercati e le nuove tecnologie applicate al settore.

Dopo i saluti istituzionali e gli interventi dei rappresentanti del mondo accademico e professionale, i partecipanti visiteranno gli allestimenti floreali realizzati dai floricoltori campani. In contemporanea, un gruppo di visitatori prenderà parte a un percorso guidato presso aziende florovivaistiche del territorio, tra cui l’azienda Del Gaudio Giovanni e la Cooperativa del Golfo.

Il pomeriggio sarà dedicato al dialogo tra sostenibilità, territorio e design floreale, con una sessione rivolta a fioristi, floral designer e wedding planner. L’incontro vuole evidenziare l’importanza del fiore italiano come elemento distintivo negli allestimenti per cerimonie ed eventi, grazie alla sua qualità e alla ricchezza varietale. Le testimonianze dei professionisti del settore hanno mostrato come la creatività contemporanea possa coniugarsi con una produzione etica e rispettosa dell’ambiente.

Il congresso si concluderà il 29 novembre con la 75esima Giornata Regionale del Ringraziamento di Coldiretti Campania. Alle ore 10 si terrà la celebrazione religiosa nel Pontificio Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, officiata dall’arcivescovo Tommaso Caputo. Coldiretti ha inoltre espresso gratitudine ai numerosi florovivaisti e floral designer coinvolti nell’organizzazione e negli allestimenti del congresso, riconoscendo il valore del loro contributo artistico e professionale.

I luoghi che ospitano l’evento, dal teatro “Di Costanzo-Mattiello” alla Reggia di Quisisana, rappresentano due simboli dell’identità culturale del territorio. Il teatro pompeiano, costruito negli anni Venti in stile liberty e restaurato dopo il sisma del 1980, è oggi un importante presidio culturale cittadino. La Reggia di Quisisana, voluta dagli Angioini e trasformata dai Borbone nel XVIII secolo, mantiene intatto il fascino di residenza reale immersa nel verde e ospita il Museo Archeologico di Stabia, custode di preziosi reperti provenienti dalle ville dell’antica Stabiae.

Il III Congresso Nazionale del Fiore conferma dunque il ruolo centrale della Campania nel panorama floricolo italiano e offre un momento di confronto e crescita che unisce tradizione, territorio, innovazione e visione internazionale, nel segno dell’eccellenza del Made in Italy.

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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