Pompei celebra 150 anni della Vergine del Rosario con il Cardinale Parolin
POMPEI. Con profonda commozione e partecipazione, la città mariana di Pompei ha accolto oggi il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano e Legato Pontificio, giunto per presiedere la solenne celebrazione eucaristica in occasione del 150esimo anniversario dell’arrivo dell’Icona della Vergine del Rosario nella Valle di Pompei.
Nel suo intervento, il Cardinale Parolin ha espresso gratitudine al Santo Padre Leone XIV per l’invio in una giornata dal forte valore spirituale, ricordando come questo Santuario sia da sempre un luogo di fede, devozione e speranza. «Era il 13 novembre 1875 – ha ricordato – quando san Bartolo Longo fece trasportare qui l’immagine della Vergine, su un carro carico di letame. Da quel gesto semplice nacque una storia nuova, segnata dalla grazia e dalla presenza materna di Maria».
Il porporato ha sottolineato come il Papa si sia unito spiritualmente alla preghiera dei fedeli, affidando alla Vergine il suo ministero e la guida della Chiesa. Presenti alla celebrazione l’arcivescovo prelato di Pompei, monsignor Tommaso Caputo, numerosi vescovi, sacerdoti, autorità civili e militari, e migliaia di pellegrini provenienti da tutta Italia.
Riprendendo il messaggio di Papa Francesco inviato nel 2024, Parolin ha ricordato come il Santuario di Pompei rappresenti una «fonte inesauribile di propagazione del Rosario», la preghiera che costruisce la pace. Il Cardinale ha definito questo anniversario «un Giubileo nel Giubileo», coincidente con l’Anno Giubilare dedicato a Gesù nostra speranza e con il XVII centenario del Concilio di Nicea, nonché reso più significativo dalla recente canonizzazione di san Bartolo Longo, avvenuta lo scorso 19 ottobre in piazza San Pietro.
Nel cuore dell’omelia, Parolin ha riflettuto sul tema della “fretta di Maria” descritta nel Vangelo, distinguendola dalla frenesia del mondo moderno. «La fretta di Maria – ha spiegato – non è fuga o distrazione, ma nasce dall’amore: è l’urgenza di condividere la gioia di Dio». Un invito, dunque, a riscoprire una fretta del cuore che non esclude ma abbraccia, che non corre per sfuggire, ma per donare.
Il Cardinale ha poi richiamato la figura di san Bartolo Longo, laico che seppe trasformare il dolore in speranza e la crisi in missione. «Incontrando Maria – ha detto – trovò la via sicura verso Dio e comprese che non poteva tenere per sé quella gioia. Da quella fretta interiore nacque la “Nuova Pompei”, città della preghiera e della misericordia».
Parolin ha ricordato come il Rosario fosse per Bartolo Longo «la forza per rialzarsi, la luce per orientare la vita, il linguaggio per educare alla fede». Una preghiera semplice e universale che conduce a Cristo, centro di ogni mistero e cuore della devozione mariana.
Nell’ultima parte dell’omelia, il Legato Pontificio ha invitato i fedeli a guardare a Maria come “specchio della bellezza di Cristo”, modello di tenerezza e gratuità in un mondo spesso distratto e violento. «Maria – ha concluso – ci mostra che ognuno di noi porta dentro di sé un sogno di Dio. Il Signore vuole ricavare un capolavoro anche dalle nostre sofferenze e attese».
La celebrazione si è conclusa con la preghiera alla Madre del Rosario, pronunciata coralmente davanti all’Icona che da centocinquant’anni veglia su Pompei e sui suoi figli. Un momento di intensa devozione e di rinnovata fiducia, nel segno di quella speranza che continua a rendere la città mariana un faro di fede per il mondo intero.
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