L’arcivescovo Caputo a Parolin: «Speriamo nella visita a Pompei di Papa Leone XIV»

POMPEI. Nel giorno del 150esimo anniversario dell’arrivo del Quadro della Madonna del Rosario, l’arcivescovo prelato e delegato pontificio, monsignor Tommaso Caputo, ha rivolto un sentito saluto al Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano e Legato Pontificio, giunto a Pompei per presiedere la solenne celebrazione eucaristica.

Nelle sue parole, monsignor Caputo ha espresso profonda gratitudine al Santo Padre Leone XIV per aver voluto affidare al Cardinale Parolin il compito di rappresentarlo in una ricorrenza tanto significativa per la città mariana. «Il Signore continua a ricolmarci di doni – ha detto – in questo anno Giubilare coronato dalla canonizzazione del nostro amato Fondatore, San Bartolo Longo».

Rievocando l’evento fondativo del Santuario, l’arcivescovo ha ricordato il 13 novembre 1875, quando il dipinto della Vergine del Rosario, donato a Bartolo Longo e alla moglie Marianna Farnararo De Fusco, giunse nella valle “sconsolata” su un carro di letame. «Un inizio umile – ha sottolineato – in linea con lo stile di Dio, che sa trarre grandi cose dalle realtà più insignificanti». Da quel gesto semplice nacque la “Nuova Pompei”, divenuta in pochi anni un avamposto di fede e di carità, conosciuto in tutto il mondo.

Monsignor Caputo ha voluto ricordare anche la precedente visita del Cardinale Parolin, risalente all’8 maggio 2014, quando egli presiedette l’Eucaristia, guidò la Supplica e inaugurò la mensa per i poveri “Papa Francesco”. «Oggi Pompei, roccaforte di pace – ha detto – accoglie di nuovo con gioia la Sua Eminenza, insieme ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi, ai fedeli e ai pellegrini provenienti anche dall’estero».

Nel suo saluto, l’arcivescovo ha citato la lettera del Santo Padre Leone XIV, che invita a proseguire la missione di Pompei nel diffondere la preghiera del Rosario, «sviluppandone l’anima cristologica e contemplativa, secondo l’impulso offerto dal recente santo Bartolo Longo».

Caputo ha ribadito l’impegno del Santuario e delle sue opere di carità a radicarsi in questa spiritualità, seguendo l’insegnamento di San Giovanni Paolo II, che nel 2002 firmò proprio a Pompei la Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.

Infine, monsignor Caputo ha espresso un auspicio carico di speranza e di affetto: «Nel nostro cuore – ha confidato – dimora un grande desiderio: accogliere presto Papa Leone XIV. Venga a confermarci nella fede e a offrire ragioni di pace e di gioia a quanti guardano a Pompei come santuario della speranza». Un saluto che si è trasformato in un vero e proprio invito, pronunciato davanti ai fedeli e alle autorità civili e religiose, per rinnovare il legame profondo tra Pompei e la Santa Sede, sotto lo sguardo amorevole della Vergine del Rosario.

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Redazione Made in Pompei

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Made in Pompei è una rivista mensile di promozione territoriale e di informazione culturale fondata nel 2010.

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