Arte e fede: inaugurata la Pinacoteca del Santuario di Pompei
POMPEI. Un nuovo spazio dedicato all’arte sacra arricchisce il patrimonio culturale e spirituale della città mariana. È stata inaugurata la nuova Pinacoteca mariana del Santuario di Pompei. Nella sala Marianna De Fusco, si è tenuto l’incontro introduttivo.
Ad aprire i lavori, monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei, e Suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il prelato ha ricordato quanto speciale sia, per Pompei, il 2025, Anno Giubilare.
Sono intervenuti, poi, Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei; Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani; Lorenza D’Alessandro, restauratrice e docente dell’Università della Tuscia; Michele Varone, responsabile dell’ufficio tecnico del Santuario; e Carmine Tavarone, storico dell’arte. A moderare l’incontro è stato Angelo Scelzo, direttore de “Il Rosario e la Nuova Pompei”.
L’evento, che unisce fede, arte e storia, in uno dei centri mondiali della spiritualità, segna una tappa significativa nella valorizzazione del patrimonio artistico del Santuario e sarà anche l’occasione per svelare al pubblico il capolavoro della “Deposizione di Cristo” (in foto) di Andrea Mantegna, riportato negli ultimi mesi all’attenzione di studiosi e fedeli.
La scoperta, di eccezionale rilievo per la storia dell’arte, è il risultato della collaborazione tra i Musei Vaticani e il Santuario e del dialogo, reso concreto, tra fede, arte e cultura. L’opera, già documentata nel XVI secolo nella basilica napoletana di San Domenico Maggiore, era scomparsa dalle fonti storiche, sollevando dubbi finanche sulla sua effettiva esistenza oltre che sulla possibile attribuzione.
In questo senso è stata importante anche la ricerca condotta da Stefano De Mieri, dell’università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, che ha avuto l’intuizione dell’originalità della tela, la cui immagine era disponibile on-line. In precedenza, infatti, il Santuario l’aveva inserita sul sito della Conferenza Episcopale Italiana che cataloga tutti i beni culturali ecclesiastici delle varie diocesi.
Le analisi degli esperti e i recenti lavori di restauro non hanno, poi, più lasciato spazio ad alcuna incertezza: la “Deposizione di Cristo”, che era custodita nel Santuario di Pompei, è stata definitivamente attribuita al pittore veneto Andrea Mantegna, grande maestro rinascimentale nato a Isola di Carturo (Padova) nel 1431 e morto a Mantova il 13 settembre 1506.
Dopo essere stata esposta nei Musei Vaticani, nella Sala XVII della Pinacoteca, in una mostra dal titolo “Il Mantegna di Pompei. Un capolavoro ritrovato” è stata nuovamente accolta in Santuario, per essere esposta, a partire da sabato 8 novembre 2025, nella Pinacoteca della Basilica mariana.
Al termine, i partecipanti hanno preso parte all’inaugurazione e alla visita ufficiale della nuova Pinacoteca mariana, dove sono custodite, oltre alla “Deposizione di Cristo” del Mantegna, anche altre 12 opere, in un percorso artistico e spirituale che si snoda attraverso le immagini salienti della vita della Vergine.
Maria, in questo percorso museale, è colei che mostra al mondo il suo Bambino nella Natività, qui rappresentata da un quadro tanto modesto di qualità pittoriche quanto pieno di fede e attenzione per gli umili; è colei che guarda con ansia mista a timore suo Figlio nella Fuga in Egitto, copia egregia da Francesco Cozza; è Madre dolcissima nel dipinto ottocentesco raffigurante la Vergine con il Bambino.
Ancora, è Regina nella tela attribuita alla mano di Giovan Bernardino Azzolino del XVII secolo; è dispensatrice del Rosario nel dipinto di Vincenzo Diano del 1787; è Vergine tra i Santi nell’opera di gusto eclettico del secondo Seicento; è Madre, rappresentata sempre giovane, che mostra il Bambino, vivace e mobilissimo, nella tela vicina allo stile di Bartolomeo Cavarozzi, pittore di scuola romana della prima metà del Seicento.
Nella “Deposizione di Cristo” (1497 ca.) di Andrea Mantegna, nucleo e fulcro di tutta l’esposizione, esplode il dramma del dolore. L’angoscia inghiotte la figura della Madre, arretrata verso il fondo fin quasi a scomparire, ad essere annullata.
Mantegna ritrae pochi personaggi, ognuno nella sua disperazione, sullo sfondo di un cielo alto e vasto che trascolora verso il crepuscolo, in un ambiente nel quale trovano perfetto equilibrio natura e classicità. Maria è, infine, e in “principio”, Immacolata Concezione nella grande tela che data alla seconda metà del Seicento, opera della cerchia di Andrea Vaccaro.
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