Paestum, conclusa la Borsa del Turismo che continua a parlare al futuro
CAPACCIO PAESTUM. Si è chiusa ieri, domenica 2 novembre 2025, la XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, e Paestum, ancora una volta, si è confermata non solo come culla della memoria antica ma come laboratorio del futuro. La città dei templi ha accolto un flusso di presenze che ha superato ogni aspettativa, diventando il luogo dove la storia e il contemporaneo si stringono la mano, dove il passato diventa orizzonte di dialogo e occasione di crescita condivisa.
Il direttore Ugo Picarelli ha parlato di «un tessuto resistente che non perde il colore con il passare degli anni» e l’immagine è più che mai adatta a descrivere ciò che la BMTA rappresenta oggi: una trama di relazioni, visioni e possibilità che non si spezza, ma si rinnova di anno in anno. Dal 1998 a oggi, la Borsa ha trasformato un’idea pionieristica in un punto di riferimento internazionale per la valorizzazione del patrimonio archeologico e per la costruzione di ponti tra i popoli del Mediterraneo.
La giornata conclusiva ha suggellato questo cammino con la consegna dei Premi “Paestum” a tre protagonisti che incarnano, ciascuno a suo modo, il senso più profondo della tutela e della trasmissione culturale: Pietro Laureano, per la sua instancabile opera di difesa dei paesaggi e delle conoscenze tradizionali; Paolo Conti, per una vita dedicata al racconto del patrimonio italiano con eleganza e verità; e l’European Institute of Cultural Routes, per il lavoro a favore dell’identità culturale europea e della partecipazione delle comunità locali alla gestione dei beni comuni. È stato proprio Laureano a ricordare che “il paesaggio è dentro di noi”, e che ritrovare le tecniche antiche significa ritrovare anche la nostra coscienza collettiva.
L’archeologia diventa così linguaggio dell’anima e ponte tra generazioni. L’Istituto europeo, rappresentato da Irena Guidikova, ha invece posto l’accento sul legame tra passato e innovazione, affermando che l’archeologia è «una professione del futuro». E infine, Paolo Conti ha restituito alla stampa culturale la sua dignità di missione, parlando della BMTA come «un’esperienza unica nel panorama italiano, capace di unire il racconto, la ricerca e la scoperta in un solo grande respiro narrativo».
Gli oltre 8.500 visitatori, i 130 espositori provenienti da 10 Paesi, le 160 conferenze e i 900 relatori restituiscono l’immagine di un evento vivo, pulsante, condiviso. Eppure, più dei numeri, ciò che resta è l’atmosfera: quella di una comunità che si riconosce nel valore della memoria e che da quella memoria trae forza per immaginare il domani. Quando i riflettori si spengono, resta la consapevolezza che Paestum non è solo un luogo, ma un tempo che si rinnova. Ogni edizione della Borsa è un atto d’amore verso la conoscenza, un invito a restare in ascolto delle voci della terra e della storia.
C’è qualcosa di profondamente umano nel modo in cui Paestum, ogni anno, riesce a trasformare la pietra in parola. La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico è più di una manifestazione: è un rito civile che tiene unita la memoria, la scienza e la speranza. Nel silenzio dei templi si percepisce il respiro di un’umanità che non vuole dimenticare, ma trasformare il ricordo in forza. È qui che la cultura torna ad essere gesto, voce, incontro. È qui che il futuro si scrive nel linguaggio eterno dell’archeologia.
















