La Giselle figlia della cultura woke danza al Trianon di Napoli
NAPOLI. Al Teatro Trianon di Napoli il 22 ottobre 2025, Gisellə di Niko Piscopo, inaugura la rassegna di danza. Giovane coreografo partenopeo, Niko Piscopo, con la sua compagnia Cornelia, dà nuova vita al balletto romantico per antonomasia: Giselle, utilizzando un nuovo linguaggio coreografico rispetto a quello della tradizione ballettistica, servendosi di musiche composte per l’occasione da Luca Canciello, ma anche della voce e a volte del silenzio.
Di costumi molto belli elaborati da Daria D’Ambrosio che sembrano dei cigni postmoderni e trasformano il celebre balletto in unico atto bianco; di una scenografia – elaborata da Paola Castrignanò – essenziale e stilizzata, costruita in scena dagli stessi interpreti, che la rendono duttile e capace di ricreare di volta in volta lo spazio scenico.
Ciò che resta del balletto originale è il tema centrale, quello che da sempre muove il mondo ispira molta creazione artistica: l’Amore, raccontato però da chi lo vive oggi, oltre i generi, oltre i pregiudizi, oltre. Gisellə è interpretata da Leopoldo Guadagno e si lascia andare all’amore per Albercht – Nicolas Grimaldi Capitello – ma ne scopre poi il tradimento che genera tanto dolore da bloccarl*, congelarl*, lasciarl* inerme, incapace di reagire.
A nulla vale il tentativo di scaldarlo di Albrecht, che disperatamente cerca di sbloccarl*, il corpo di Giselle si spezza e il lutto seguente è vissuto da tutti, come una sorta di esperienza della collettività, come un dramma che diviene un po’ grottesco e che poi conduce lo spettatore nel regno delle Villi proiettato in video fino a confondere l’azione danzata dal vivo con quella proiettata, creando una interazione tra i due piani che sono poi i due mondi della Giselle originale: quello reale e quello degli spiriti.
Una voce dall’oltretomba sussurra il nome di Albrecht e il sipario si chiude. Allora come adesso l’Amore ispira e conduce oltre i propri limiti, ma a che prezzo?















