La duplice natura delle donne nelle megalografie di due case di Pompei

POMPEI. Sono due i modelli di donna nella cultura greca d’influenza dionisiaca. Derivano dall’esame della megalografia di Villa dei Misteri congiuntamente al grande fregio pittorico scoperto un secolo dopo nella magnifica sala del Tiaso, scavata recentemente nella Regio IX.

Da quelle due pitture si deducono diversi stili di vita, esaminati a fondo allo scopo di approfondire il senso e la sostanza del cambiamento dell’universo femminile nel corso del tempo e definire il ruolo antico della donna romana (e pompeiana) nella vita domestica e sociale.

Le donne hanno disegnato nell’antichità una dualità ispirata ad Afrodite per il potere della seduzione alimentato dal desiderio di valorizzare la bellezza nel segno di Venere. Utilizzavano creme orientali per rendere liscia la pelle, acconciature dei capelli per incorniciare il viso, essenze profumate per eccitare l’amante e indossavano gioielli preziosi per far emergere il femminile in un contesto maschilista. Il secondo modello è ancestrale, per una donna libera, istintiva, incontrollabile e frequentemente sfigurata nel volto dall’estasi e dalla follia del vagare in caccia per boschi e monti.

Dalle Baccanti di Euripide si apprende la presenza nell’antichità di donne che coltivavano istinti selvatici e praticavano riti religiosi segreti in onore del dio Dioniso, che con le sue “danze” e i suoi “misteri” rappresentava una minaccia sovversiva per l’ordine pubblico costituito, a difesa della gerarchia tradizionale nella vita pubblica e privata.

La presentazione del “Chora Restaurant” allestito nella “Casina dell’Aquila” del Parco archeologico di Pompei ha offerto al direttore, Gabriel Zuchtriegel, l’opportunità di presentare il volume “Scavando a Pompei, la Casa del Tiaso ed il suo mondo”, sulla scoperta di una sorprendente sala da banchetto decorata con un grande affresco a tema dionisiaco.

Le indagini nella Regio IX di Pompei hanno riguardato un’area estesa di circa 3.200 mq. Sono stati individuati oltre 50 nuovi ambienti distribuiti su una superficie di oltre 1.500 mq. Hanno restituito due case ad atrio trasformate in una lavanderia e un panificio.

A sud sono emersi alcuni ambienti di soggiorno di una grande domus. Un grande ambiente con scene dionisiache, un salone nero con affreschi sulla guerra di Troia; un sacrario a fondo azzurro con le quattro stagioni e allegorie dell’agricoltura e della pastorizia e un impianto di terme domestiche.

Zuchtriegel ha descritto il corteo di Dionisio con le Baccanti (donne e cacciatrici). Insieme a loro giovani satiri che suonano flauti. Al centro figura una donna anonima. Poteva essere una incontrata a caso o un personaggio mitico (Semele o Arianna). Figura accompagnata da un vecchio Sileno con una torcia che la conduce verso i riti di iniziazione.

Nell’antichità esistevano i culti misterici che facevano emergere l’inconscio anche in altri ambiti (Demetra Iside e appunto Dioniso). A questo tema profondamente religioso ne viene aggiunto, col Tiaso, un altro che è assente nella Villa dei Misteri. Si tratta della caccia, che ha aperto un grande dibattito. Al di sopra del fregio con le Baccanti figura un altro fregio con animali morti e vivi, pesci vari e frutti di mare.

Esiste un legame tra i due fregi perché le Baccanti sono rappresentate una con un capretto appena sgozzato sulle spalle, un’altra con una spada ed in mano le interiora di un animale appena sventrato. Risulta evidente che si è voluto raffigurare la partecipazione frenetica delle donne alla caccia di Dionisio per presentare una scelta esistenziale: “Che cosa si desidera essere nella vita? Preda o cacciatore?”.

Gli archeologi hanno battezzato la sala doppiamente affrescata come “Casa del Tiaso”, con riferimento al corteo di Dioniso. Nell’antichità esistevano una serie di culti iniziatici accessibili solo ad una cerchia ristretta di persone. Tali culti si chiamavano “misterici” perché aperti solo agli iniziati. La baccante raffigurava il lato selvaggio e indomabile della donna, che aveva deciso di abbandonare la dignità matronale ed uscire dall’ordine maschile per danzare libera, andare a caccia e mangiare carne cruda. Evidentemente è l’opposto della donna imitatrice delle grazie di Venere.

In conclusione, sia gli affreschi della Casa del Tiaso che quelli della Villa dei Misteri mostrano la donna come sospesa tra due modalità estreme dell’essere femminile nei tempi antichi. Si tratta di affreschi dal significato religioso che esprimono la crisi identitaria femminile di una fase del mondo antico, riprendendo la ritualità arcaica del Dioniso dei popoli micenei e cretesi.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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