Pompei: rinviata l’assemblea dei lavoratori degli Scavi, ma le tensioni sindacali restano
POMPEI. È stata rinviata l’assemblea sindacale prevista per oggi, 28 agosto, all’interno degli Scavi di Pompei, ma il clima tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione del Parco archeologico resta tutt’altro che disteso. La decisione è stata comunicata da Cisl Fp e Flp Bact, che parlano di una “apertura di credito” di circa dodici giorni, in attesa dell’incontro fissato per il 10 settembre 2025. All’ordine del giorno, il tema del “benessere lavorativo”, ma le criticità organizzative continuano a preoccupare i rappresentanti dei lavoratori.
Il rinvio non cancella le ragioni della protesta, che aveva portato alla convocazione dell’assemblea dopo la rottura del dialogo con la Direzione del Parco. Al centro del contenzioso, i sindacati denunciano carenze di organico e condizioni di lavoro difficili per il personale di vigilanza. «Attualmente – affermano – ogni addetto deve sorvegliare un’area di circa 25.000 metri quadrati, pari a tre campi da calcio, contro i 9.000 previsti, in un contesto caratterizzato da un’affluenza turistica elevatissima».
«La superficie complessiva degli Scavi, comprese le aree di pertinenza, è di circa 840.000 metri quadrati, di cui 440.000 già riportati alla luce. A fronte di tale estensione, i turni contano appena sedici unità addette alla vigilanza». Una sproporzione che, secondo le organizzazioni sindacali, espone a rischi sia il patrimonio sia la sicurezza, oltre a determinare un forte stress per il personale.
Nonostante «gli sforzi finora garantiti dai lavoratori per consentire l’apertura del sito e lo svolgimento di eventi come concerti, spettacoli e aperture straordinarie», i sindacati accusano l’amministrazione «di non aver adottato misure concrete per affrontare le criticità, comprese quelle relative ai disagi microclimatici e al rischio da stress termico, come indicato dalla normativa ministeriale».
Cisl Fp e Flp Bact chiedono inoltre la risoluzione delle problematiche legate ai ritardi nei pagamenti per le attività conto terzi e respingono con fermezza l’ipotesi di ricorrere alla vigilanza privata, considerata «incompatibile con la natura pubblica e strategica degli Scavi di Pompei, uno dei maggiori attrattori culturali ed economici del Paese».
«È nostra intenzione discutere e risolvere, in accordo con l’amministrazione, il disagio causato al personale di vigilanza dal recente provvedimento – si legge nella nota firmata dai rappresentanti sindacali Antonio Pepe (Cisl) e Nicola Mascolo (Flp) – e proporre l’individuazione di un gruppo di assistenti alla vigilanza, cui affidare l’incarico di coordinamento per evitare disservizi».
Il confronto, dunque, è solo rinviato. I sindacati ribadiscono «la volontà di favorire la piena fruizione del sito», ma sollecitano il Ministero e la direzione del Parco «ad avviare rapidamente un dialogo costruttivo, nel rispetto del contratto collettivo e degli accordi integrativi, per garantire condizioni di lavoro adeguate e la tutela di un patrimonio unico al mondo».
















