Propositi e prospettive della Buffer Zone Pompei, Ercolano e Torre Annunziata-Oplonti

POMPEI. A Pompei è partita con più mezzi di prima (grazie al finanziamento dei progetti del Piano Strategico) e più consapevolezza nel contrasto alle precarietà ambientali la Buffer Zone dei siti Unesco dell’area vesuviana gestita da 11 amministrazioni comunali.

Il nodo principale è dato dal mediocre funzionamento dei trasporti locali con i disagi che ne conseguono alla popolazione residente e all’attività turistica, a causa delle frequenti interruzioni della linea ferrata di Trenitalia per lavori di manutenzione, mentre la ferrovia locale Circumvesuviana non è più oggettivamente all’altezza di assicurare al territorio la continuità di un servizio minimo necessario.

Si tratta evidentemente di sollecitare scelte di politica nazionale che favoriscano il trasporto locale, oramai trascurato da troppo tempo a favore dell’Alta Velocità, e che ora rappresenta un vincolo irrinunciabile per qualsiasi obiettivo di sviluppo.

Sul piano dell’offerta di visita turistica dell’archeologia vesuviana, la direzione del Parco Archeologico è sempre più orientata sulla formula della visita complessiva alla Grande Pompei, dotata di monumenti di alto valore, tutti di grande rilevanza storica e artistica.

Per questo motivo, se da un lato sono state limitate a 20mila le presenze turistiche nel sito archeologico di Pompei, allo stesso tempo godono di pari dignità e considerazione le visite turistiche orientate su un territorio più vasto dello stesso distretto.

La stessa concezione è alla base della creazione di un portale istituzionale dell’l’Unità Grande Pompei creato allo scopo di orientare col programma Smartland@Pompei gli store con dispositivi Android e iOS consultati in tempo reale dalle agenzie di viaggio e dagli stessi turisti per scegliere l’itinerario di visita e valutare le proposte di sconto offerte da negozi e ristoranti. Si tratta di un’iniziativa che assicura protagonismo ai Comuni, che potranno inserire sul portale notizie riguardanti l’organizzazione di eventi e proposte di visite alternative.

La “Buffer Zone” è un’area limitrofa ai siti Unesco. La sua valorizzazione si riflette con raggi di luce sul patrimonio culturale locale, assicurando la fruizione della “Grande Bellezza” nel contesto paesaggistico e urbano, che contiene siti archeologici di grande interesse e servizi utili nel corso delle visite.

Materia, quest’ultima, che presenta attualmente la maggiore criticità di contesto, dipendente in primis dalla volontà politica del Governo nazionale di assicurare le risorse necessarie. In subordine, entra in gioco la capacità organizzativa e operativa della comunità locale di tutelare un bene tanto prezioso quanto fragile.

Parliamo della necessità della continua prevenzione e manutenzione su base scientifica e con sofisticata tecnologia, supportata dalla consapevolezza popolare. Ci riferiamo ai danni dell’incendio, divampato nella notte tra giovedì 7 e venerdì 8 agosto nella pineta di Terzigno, che si è esteso verso Boscotrecase, Trecase e Torre del Greco, distruggendo oltre 560 ettari (120 ettari nella sola riserva naturalistica del Tirone) di vegetazione, pari a 4,8 kmq. di macchia mediterranea.

Ne consegue un rovinoso impatto sull’ecosistema e sull’economia locale con danni alla biodiversità del Parco Nazionale del Vesuvio, oltre che ai vigneti e agli orti con produzioni tipiche vesuviane. La priorità fondamentale riguarda l’urgenza di bonifica del terreno danneggiato dal rogo, per evitare ulteriori danni ambientali derivanti dal rischio idrogeologico.

Riguardo a queste problematiche scatta per l’Unità Grande Pompei l’opportunità di allestire una cabina di regia per gli interventi degli Enti locali che, come ci ha suggerito Claudio Salerno, presidente dell’Istituto per la diffusione delle Scienze Naturali (che recentemente ha pubblicato e divulgato per la Regione Campania il volume “L’evoluzione del Paesaggio Vesuviano”) deve essere prioritariamente orientata da una base culturale approfondita.

Si tratta di immaginare una formula innovativa, per disponibilità popolare ed efficacia, degli interventi nella Buffer Zone vesuviana Unesco che dovrebbe puntare in futuro maggiormente sull’energia e sull’entusiasmo delle giovani leve che, come prospettato dal generale Giovanni Capasso, direttore generale di supporto all’attuazione di programma dell’Unità Grande Pompei, saranno chiamate ad alimentare in forma materiale e/o virtuale il presidio di “sentinelle” a difesa del territorio Unesco. Per questo motivo Capasso si è dichiarato disponibile ad incontrare i ragazzi delle scuole del territorio.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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