Mercato Pompeiano si fa in tre: inaugurata la location dedicata alla cucina di mare

POMPEI. Si è chiuso il cerchio magico che porterà fortuna a tre giovani imprenditori pompeiani. Il nostro futuro è tutto nelle aspirazioni delle giovani leve e le aspettative generali dipendono dal successo delle loro iniziative. L’inaugurazione della suggestiva sala da degustazione della cucina di mare di Mercato Pompeiano conferisce alla sua ristorazione una performance trivalente che richiama il buon auspicio col consenso degli Dei.

Gaspare Coppola, Giovanni Malafronte e Carlo Mauriello hanno avviato da alcuni anni, con impegno e tanti sacrifici, un percorso virtuoso nel settore della ristorazione pompeiana che, con la recente inaugurazione di un locale destinato alla cucina dei prodotti di mare, fa passare da 2 a 3 le proposte tipiche di degustazione di Mercato Pompeiano.

Esse s’integrano nel brand collegato ai prodotti e alla tradizione del territorio. Ci riferiamo a Pompei e i suoi dintorni. Ne consegue che ogni riferimento alla cucina antica vesuviana si rafforza col supporto di innumerevoli riferimenti conclamati dalla storia e l’archeologia. Diviene indispensabile, inoltre, dispiegare la passione (che all’accoglienza turistica conferisce una marcia in più avvalendosi del potere dell’empatia). Serve, inoltre, la consuetudine della sana ospitalità mediterranea e la meraviglia di un paesaggio che noi amiamo definire “cartolina”.

La terza componente è data dalla professionalità ai fuochi, frutto di sapienza creativa. Essa viene coltivata quando (come in Mercato Pompeiano) ricorre alla filiera artigianale agro alimentare per preparare il “boccone saporito”. Il completamento dell’opera è nel richiamo attrattivo che fa leva su una location riservata al lounge, che non è altro che un termine anglofono che traduce il nostro otium latino, con cui da oltre venti secoli a Roma come a Pompei si tutela l’anima mediante la cura (e il nutrimento) del corpo.

A riguardo, le proposte degli antichi sono ambivalenti: la prima riguarda la frequentazione delle terme, con tutto quello che ne consegue in termini di igiene e di attività fisica e partecipazione alle discipline olimpiche (all’epoca non si giocava ancora al calcio né al tennis, ma si praticavano la corsa, il lancio del giavellotto e la lotta libera).

Altra iniziativa che beneficia la salute del corpo riguarda la qualità del suo nutrimento. Vale a dire la buona cucina, con tutto quello che ne consegue nell’organizzazione dei banchetti e i simposi che seguivano con la degustazione del vino, i canti e le declamazioni di versi. Manifestazioni che influivano sui rapporti pubblici relativamente al prestigio sociale del dominus, favorendo le carriere politiche. Tutto come ora, solo che i politici spendevano di tasca propria, non ricorrendo alle casse erariali.

Le nostre considerazioni rimandano alla genesi formativa e conseguente del ristorante Mercato Pompeiano, attualmente uno e trino. Tale è, difatti, relativamente al numero dei protagonisti dell’iniziativa, a quello delle proposte di degustazione (mare, terra e pizza) e ai fattori di successo della strategia aziendale. Non sfugge a nessuno che ricorre sempre il numero 3.

Questa circostanza risulta di buon auspicio per i succitati tre giovani ristoratori pompeiani, che rinsaldano col successo attuale (e prospettico) il valore dell’accoglienza della loro prestazione enogastronomica che fa parimenti ricorso a 3 fattori (cultura, cortesia ed abilità ai fuochi).

Fu Pitagora il primo filosofo a spiegare che il numero 3 è sacro, per cui nella cultura laica e religiosa (come in quella cristiana) il numero 3 esprime la perfezione, che si manifesta nella trinità di Dio. A questo punto, bisogna ricordare che per la cultura occidentale (ma anche per quella orientale) il numero 3 ha un valore più che apotropaico, perché sacro agli occhi degli Dei (e dei clienti). Non resta che concludere: “Buon appetito”.

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Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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