I Venerdì di Ercolano accendono la città antica con un programma serale carico di suggestioni

ERCOLANO. Quando la notte scende su Ercolano, il tempo si sospende. Le pietre cominciano a raccontare, le case si riempiono di presenze, e il passato torna a camminare accanto a noi. Non è solo archeologia, non è semplice spettacolo. È un atto d’amore, un gesto politico, un rito contemporaneo. È la nuova edizione de “I Venerdì di Ercolano”, la rassegna serale partita il 4 luglio e che fino all’8 agosto 2025 trasformerà ancora una volta il Parco Archeologico in un laboratorio vivente di bellezza, emozione e conoscenza.

Un progetto che oggi appare come una delle più potenti espressioni culturali del panorama campano. Un’esperienza immersiva capace di fondere linguaggi artistici, memoria storica e innovazione tecnologica. Ma dietro questa alchimia c’è una regia precisa, una direzione che ha saputo guardare lontano: Francesco Sirano, funzionario delegato alla Direzione del Parco, mente e cuore di un cambiamento radicale, responsabile di aver restituito al sito Unesco di Ercolano non solo dignità museale, ma vita, respiro, futuro.

«Una notte al Parco Archeologico di Ercolano è più di un percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione – racconta Sirano – Una città antica, narrata con i linguaggi del presente, rivive in un viaggio emozionale tra corpo e mito, dove protagonista è il visitatore».

Ed è proprio questo lo snodo essenziale: fare del pubblico il vero attore di un rito collettivo, dove l’antico non è mai distante, ma intimo, carnale, tangibile. L’edizione 2025 ha come tema portante il rapporto tra corpo e mito: un dialogo tra l’umano e l’archetipico, tra carne e racconto, tra il qui e l’altrove. Una ricerca che attraversa danza, teatro, performance e arte sonora, mettendo in scena l’invisibile nei luoghi visibili della città sepolta.

La grande novità dell’edizione di quest’anno è l’apertura serale libera e autonoma dell’area archeologica. I visitatori potranno muoversi in completa libertà all’interno di un itinerario illuminato, tra luci, suoni e contenuti digitali integrati. Non più solo visita guidata, ma esperienza sensoriale e interattiva: grazie all’app Ercolano Digitale, scaricabile gratuitamente sul posto, il percorso si arricchisce di materiali multimediali e approfondimenti tematici che rendono la fruizione ancora più personale e coinvolgente.

Una scelta chiara, precisa, pensata per rompere le barriere dell’archeologia tradizionale. Sirano non dirige un museo del passato, ma un organismo vivo, aperto, in ascolto. I Venerdì di Ercolano diventano così un modello di accessibilità, sostenibilità culturale, e inclusione.

Otto postazioni spettacolo disseminate lungo il percorso archeologico accolgono i visitatori con performance cicliche, brevi ma intense, in un crescendo che fonde il presente al passato. La compagnia teatrale Cercamond porta in scena “Carne e cenere”, due quadri ispirati alla mitologia classica e alla commedia latina. Tra i momenti più forti: il racconto del mito di Tantalo e la preparazione grottesca di un banchetto romano, tra risa e abissi.

Cornelia Dance Company, con il progetto Corpus Evocans, dà corpo alla memoria: assoli, riti danzati, movimenti acrobatici e proiezioni si alternano nei luoghi simbolo della città antica, dalle terme alla palestra, fino al thermopolium. Pagus – Radici sonore, infine, con Il respiro della terra, regala un’esperienza immersiva che fonde paesaggio e vibrazioni sonore: il battito del suolo vulcanico nella Casa del Gran Portale, il respiro del mare sulla spiaggia antica. Un ascolto profondo, che tocca corde invisibili.

I Venerdì di Ercolano non sono solo un evento: sono il frutto di un lavoro quotidiano, di una visione che non si accontenta della conservazione, ma cerca la risonanza. Francesco Sirano ha trasformato il Parco in una comunità culturale, in un campo di sperimentazione, in uno spazio poetico dove il passato incontra i corpi, le voci, gli occhi del presente.

Sotto la sua guida, Ercolano è diventata un modello nazionale: per la capacità di integrare tutela e creatività, rigore scientifico e apertura emotiva. Perché un sito archeologico può (e deve) essere più di un luogo da visitare: può diventare un luogo da vivere, in cui ognuno ritrova una parte di sé.

Ercolano non dorme. Non tace. E sotto il cielo dell’estate, torna a parlare — per chi sa ascoltare. Per chi ha occhi per vedere la bellezza nascosta nella cenere. Per chi ha il coraggio, come Francesco Sirano, di credere che la cultura non sia mai un atto finito, ma una fiamma da alimentare, ogni notte, con tutta la passione che abbiamo.

Info: I Venerdì di Ercolano. Ogni venerdì, dal 4 luglio all’8 agosto 2025. Orari di ingresso: 20:00 e 22:00. Ingressi da Corso Resina 187 e via dei Papiri Ercolanesi 19. Biglietti acquistabili solo online: www.coopculture.it. Intero €10,00 – Ridotto €5,00 – Gratuito per minorenni, disabili e accompagnatori.

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Noemi Perlingieri

Noemi Perlingieri

Cresciuta a Trevico, il tetto della Campania e paese natio del regista Ettore Scola, si laurea alla facoltà di Archeologia e Storia dell’arte della “Federico II” con una tesi triennale sul Museo Hermann Nitsch di Napoli e una tesi magistrale sul Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Il mondo della fotografia la affascina da sempre e fin da giovanissima partecipa attivamente alle iniziative culturali dell’associazione Irpinia Mia. Dal 2014 è in forza presso il Parco Archeologico di Pompei a supporto dell’Area tecnico specialistica - settore valorizzazione del Grande Progetto Pompei. Dal 2023 è Consigliere regionale Icom Campania.

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