Dal palco di Pinocchio al Paradiso delle Signore: il viaggio artistico di Vito Amato
POMPEI. Riprenderanno a settembre le riprese della celebre fiction “Il paradiso delle signore”. E sul set tornerà anche un talento “Made in Pompei”: si tratta di Vito Amato, giovane attore che il pubblico ha già avuto modo di apprezzare nella nona stagione della serie e che ora si prepara a vestire nuovamente i panni del poliziotto Mimmo Burgio.
Ma com’è nata la sua passione per la recitazione? Com’è cresciuta nel tempo e in che direzione lo sta conducendo oggi? A raccontarcelo è stato proprio lui. Vito Amato non ha mai davvero scelto l’arte. L’ha respirata da sempre. Questa la cosa più evidente emersa dalla nostra chiacchierata.
Cresciuto in una casa piena di dvd e piena di passione – sua madre gestisce una scuola di danza e una compagnia di musical – ha imparato presto che l’arte non è solo spettacolo: è ritmo quotidiano, ossigeno, urgenza. Così a 5 anni è salito per la prima volta su un palco per interpretare il burattino Pinocchio che diventa un bambino. Da una sola battuta, «Papà», è iniziato tutto.
Un viaggio – quello di Vito – che l’ha portato da Pompei alle tournée in giro tra i teatri, fino ad approdare al piccolo schermo. Mai, però, ha davvero sentito l’esigenza di allontanarsi dalla sua città natale. «Torno a Pompei ogni volta che posso – ci ha tenuto a sottolineare – la adoro, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti».
Quali sono state però le tappe più significative di questo viaggio? Tra le prime c’è sicuramente l’incontro con Gennaro Maresca, un maestro, ma prima ancora un riferimento umano. E poi le prime esperienze importanti, tra le quali spiccano “Cuore puro” e “Il paradiso delle signore”.
Il primo è uno spettacolo in tournée dove Vito interpreta Dario, un ragazzo che insegue il sogno del pallone e si salva dal male della camorra. «Quel ruolo mi ha mosso qualcosa dentro – ha raccontato – E poi era la mia prima vera tournée, un ricordo indimenticabile».
Quello ne “Il paradiso delle signore”, invece, è il ruolo che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Vestendo i panni del poliziotto Mimmo Burgio, l’attore pompeiano si è fatto apprezzare dai numerosi fan della serie, e proprio in questi mesi si prepara a tornare sul set per la decima stagione della fiction.
In programma, però, anche una nuova tournée con lo spettacolo “La vacca” di Elvira Buonocore con la regia di Gennaro Maresca. Teatro e televisione, quindi. Ma quando gli chiediamo cosa sceglierebbe tra questi due mondi, Vito rivela: «Il primo amore non si scorda mai (il teatro, nda), ma il mio sogno sarebbe il cinema d’autore. In ogni caso per me l’importante è riuscire a vivere di questo. Non è facile perché è un mestiere che ti macella. I “no” sono continui. Però ti fanno crescere, ti fanno le ossa. E ti rendono più forte».
E siccome tanti giovani condividono il suo stesso sogno, prima di salutarci gli abbiamo chiesto un consiglio per chi ambisce a una carriera d’attore ma si scontra ogni giorno con la convinzione che emergere – quando si parte da piccole province del Sud Italia – sia più difficile.
Ecco la sua risposta: «Il Sud è una fucina di talenti. Abbiamo un fuoco dentro. La nostra è una recitazione di pancia, vera. Non bisogna mai lasciarsi bloccare dai pregiudizi. Gli attori napoletani hanno una marcia in più. Lo dimostrano quelli di ieri come Totò e quelli di oggi come Servillo. Ce la possiamo fare. E ce la dobbiamo fare».

















