Anche Pompei “presente” a Sanremo 2024 con il duetto tra Pino D’Angiò e i Bnkr44

POMPEI. Anche Pompei sarà “presente” al Festival di Sanremo 2024, che si terrà dal 6 al 10 febbraio nella cittadina ligure. L’evento più atteso dell’anno dedicherà la serata di venerdì 9 ai duetti tra Big e ospiti. Proprio in quella occasione i Bunker 44 (in gara con il brano “Governo punk”) si esibiranno con Pino D’Angiò eseguendo la hit mondiale del 1979 “Ma quale idea!”.

Non tutti, in effetti, conoscono le origini pompeiane di D’Angiò, al secolo Giuseppe Chierchia (al centro della foto in alto con i Bnkr44), che tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta ha scalato le classifiche di tutto il mondo con i suoi pezzi che fondono la discomusic, il funky e il pop.

Chi non ricorda infatti “Ma quale idea?” (1980), il pezzo che sarà riproposto a Sanremo, ma anche “È libero, scusi?” (1979), “Okay Okay” (1981), “Più Sexy” (1987) e tanti altri? Si tratta di canzoni lanciate ancora oggi sulle piste da ballo e utilizzate persino dalle grandi aziende come colonna sonora degli spot in tv (si pensi a Chanel nel 2020 e Amazon nel 2022).

Ebbene, Pino D’Angiò, nasce a Pompei il 14 agosto 1952 da una famiglia originaria di Mercato San Severino (Salerno). Il papà, Francesco, era ingegnere, mentre la mamma, Franca Romana, era un’insegnante. Il futuro re della disco-funky vivrà nella città degli Scavi e del Santuario fino agli 8 anni (al piano terra di un edificio in via San Guseppe). Poi andrà negli Stati Uniti, dove il padre si trasferì per motivi di lavoro. Dopo l’iscrizione all’Università di Siena decollò la sua carriera musicale.

Si appassionò alla musica e per guadagnare cominciò ad esibirsi in alcuni locali. Fondamentale fu l’incontro con il produttore Ezio Leoni, grazie al quale nel 1979 fu pubblicato il singolo “È libero, scusi?”. L’anno dopo arrivò il successo inarrestabile di “Ma quale idea” che vendette 2,5 milioni di copie in Italia e 12 milioni nel mondo, facendo conoscere ovunque lo stile unico di Pino D’Angiò.

Nel 1980 è stato premiato come miglior paroliere italiano e vince la “Gondola D’Argento” alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia. Nel 2001, unico italiano ad averlo ricevuto, si aggiudica negli Usa il Rhythm & Soul Music Awards.

Compone tra il 1980 ed il 2009 canzoni per vari artisti tra cui Mina (Ma chi è quello lì) e lavora per la Rai dove scrive e conduce per molti anni alcuni programmi radiofonici e televisivi tra i più seguiti.

Inoltre, nel 1990, insieme a Bruno Sanchioni, produce una hitdance di enorme successo, The Age of Love, definita poi dalla critica come la prima espressione della musica “trance” a livello globale. Al successo musicale, scandito da concerti tenuti in tutto il mondo, unisce anche tournèe nei teatri e collaborazioni minori con il mondo del cinema.

Negli anni, però, Pino D’Angiò non ha mai interrotto i contatti con la sua città natale e soprattutto con i suoi concittadini. L’artista infatti, viveva a Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana, e frequentava la comunità di pompeiani che erano in vacanza o avevano una casa da quelle parti.

Inoltre molti pompeiani ricordano ancora un concerto che Pino D’Angiò tenne negli anni Ottanta a Pompei, in piazza Schettini, nel pieno del suo successo discografico. All’epoca in città esisteva addirittura un fun club dedicato alla star internazionale originaria di Pompei.

Negli ultimi 15 anni è stato lontano dalle scene a causa di gravi problemi di salute. Nel 2023 torna a girare tra Italia, Svizzera, Londra e Parigi esibendosi in pub e locali. Inoltre avvia la collaborazione con la cantante francese Corine al singolo “Tutta sola”, mentre a luglio fa uscire la canzone “Sali sul treno”.

Ora arriva la partecipazione a Sanremo, in duetto con il gruppo toscano Bnkr44 (Bunker 44). Sul palco dell’Ariston sarà riproposta una versione tutta nuova della sua “Ma quale idea?”. Un’esibizione che, siamo sicuri, scriverà un’altra pagina di storia della musica disco-funky. Fonte foto: Instagram.

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di cronaca locale e promozione territoriale.

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