Nel 2021 Pompei “raddoppia” e sfiora il milione di visitatori: ma pesa ancora la pandemia

POMPEI. Nel 2021 sono quasi raddoppiati i visitatori di Pompei, rispetto all’anno precedente. Ma la pandemia “pesa” ancora sull’affluenza al sito archeologico più famoso del mondo. Più precisamente la crescita è stata del 76,9%, data dai 999.719 ingressi registrati negli ultimi 12 mesi, a fronte dei soli 564.941 biglietti staccati nel 2020. Bene anche il Museo archeologico “D’Orsi” a Stabia, al suo primo intero anno di apertura (2.234 visite), e la Villa di Oplontis (+77,6%). In flessione, invece, il Museo di Boscoreale (-30%) e, in maniera meno marcata, le Ville di Stabia (-2%).

Ovviamente il confronto numerico tra gli ultimi due anni, entrambi funestati dalla pandemia da Coronavirus – e dai conseguenti lockdown che hanno costretto siti archeologici e musei alla chiusura –, è un puro esercizio di stile. Benché l’aumento nel 2021 sia stato notevole, infatti, siamo ancora ben lontani dagli oltre 3,92 milioni persone che hanno visitato le antiche città vesuviane nel 2019 “a.C”. (che sta per ante Covid, in questo caso!).

È vero che la differenza con i livelli pre-Covid non deve sorprendere, ma dopo l’annus horribilis 2020, quello che si è appena concluso sembra aver tracciato una strada percorribile per la ripresa del turismo archeologico vesuviano, e non solo. Nonostante il mondo sia stato, e lo è ancora, alle prese con la pandemia.

A Pompei, come detto, nel 2021 sono entrati 434.778 visitatori in più rispetto all’anno prima (da 564.941 a 999.719). Un risultato molto positivo, a voler considerare il trend di crescita in confronto ai dodici mesi precedenti.

Al riguardo c’è anche da ricordare che l’area archeologica di Pompei è stata chiusa dal 1° al 17 gennaio e poi dal 22 febbraio al 26 aprile 2021, in base alla normativa anti-Covid: cancelli sbarrati per quasi tre mesi e ciò ha inciso senza dubbio sul bilancio finale degli ingressi.

I mesi con la maggiore frequenza di visitatori sono stati luglio (145.882 ingressi), agosto (con il picco di oltre 238.000 ingressi), settembre (quasi 182mila) e ottobre (quasi 189mila).

Un “piccolo boom” di ingressi nel 2021 è stato invece fatto registrare dalla Villa di Poppea a Oplontis. Osservando praticamente gli stessi giorni di interruzione di Pompei ha chiuso l’anno con un ottimo +77,6%, passando dai 9.192 visitatori del 2020 ai 16.333 dei dodici mesi successivi. Ancora poco, però, in confronto ai circa 50mila visitatori dei livelli pre-Covid.

Più che raddoppiati i visitatori del Museo archeologico “D’Orsi” di Castellammare di Stabia, che però ha cominciato la sua giovane esistenza solo a fine settembre 2020. Nel 2021 sono stati comunque 2.234 gli ingressi registrati.

Come detto, infine, meno entusiasmanti i risultati del Museo di Boscoreale e di Villa San Marco e Villa Arianna a Stabia, in calo rispettivamente del 30 per cento e del 2 per cento. Se nel primo caso hanno sicuramente influito nel risultato finale i quattro mesi di chiusura nel 2021, nel caso delle Ville di Stabia il lieve calo troverà spiegazione prendendo in considerazione altri fattori. Fino al 2019 le ville hanno fatto registrare fino a 50mila ingressi.

A fine dicembre il Parco Archeologico di Pompei, in collaborazione con Eav e Scabec, ha istituito in via sperimentale la navetta “Pompeii ArteBus”, con l’obiettivo di collegare Pompei agli altri siti archeologici vesuviani. L’iniziativa, in questo 2022 appena iniziato, potrebbe dare nuovo slancio, in termini di visitatori, anche ai siti periferici.

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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