“Gladiatori”: al Mann la grande mostra che racconta la storia e la vita dei mitici lottatori del passato

NAPOLI. Si intitola “Gladiatori” la grande mostra che al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) espone 160 straordinari reperti nel Salone della Meridiana per raccontare la storia e “la vita oltre l’arena” di questi mitici combattenti del passato.

La mostra, visitabile fino al 6 gennaio 2022, coniuga archeologia e tecnologia in un progetto scientifico che, senza sacrificare il rigore metodologico, unisce istituzioni italiane e straniere sotto l’egida di un condiviso percorso di conoscenza.

Cuore dell’allestimento sono 160 reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; Le armi dei Gladiatori; Dalla caccia mitica alle venationes; Vita da Gladiatori; Gli Anfiteatri della Campania; I Gladiatori “da per tutto”.

Parte integrante dell’itinerario è infine la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra.

La prima sezione della mostra rintraccia, nei riti funerari e nei combattimenti in onore dei defunti, gli elementi che costituiscono gli antecedenti delle esibizioni dei Gladiatori. In questa sezione, si può ammirare anche il rilievo con scena di combattimento di Gladiatori (I secolo a.C.), rinvenuto a Roma sulla via Ostiense.

In mostra nella seconda sezione dell’esposizione è possibile ammirare i circa 50 esemplari della celebre collezione di armi, provenienti soprattutto da Pompei ed appartenenti al patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

La collezione rappresenta la più celebre raccolta di armi di epoca romana giuntaci dall’antichità: nel Settecento, fu ritrovata Pompei nel Quadriportico dei Teatri, adibito a Caserma dei Gladiatori dopo il terremoto del 62 d.C.

Nella sezione, vi sono anche diversi reperti legati ai momenti musicali che accompagnavano le gare dei Gladiatori: tra questi, sempre da Pompei, alcuni cornua del I secolo d.C. ed una copia moderna di una doppia tibia da un originale del I secolo d.C. (il prestito è dal Museo della Civiltà Romana). In dialogo con la splendida collezione di armi da Pompei, vi sono anche alcuni rilievi come la scena di combattimento fra Gladiatori, in prestito dal Parco Archeologico del Colosseo.

Tra le sette opere esposte nella sezione della mostra “Dalla caccia mitica alle venationes”, spicca la lastra Campana con scena di venatio nel circo (Museo Nazionale Romano). Nell’allestimento, è possibile ammirare anche il pluteo con caccia di Meleagro ed Atalanta (II secolo d.C., Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere).

Nella sezione “Vita da Gladiatori” i reperti permettono di ricostruire le caratteristiche della “persona sotto l’elmo”, partendo da alcuni e specifici aspetti della dimensione più “lontana dall’arena”: l’alimentazione; la medicina e la chirurgia; l’individuo e la morte. In mostra, vi sono alcuni suggestivi reperti, che testimoniano le pratiche mediche e chirurgiche più seguite.

Due le curiosità di questo segmento dell’allestimento: “Gladiatori” ospita, infatti, tre degli scheletri ritrovati in una vasta necropoli di gladiatori portata alla luce a York; i resti, che appartengono ad uomini di differenti età (circa 20 anni, 18/25 anni e 36/45 anni), restituiscono anche una serie di elementi utili alla ricostruzione dell’area di provenienza e del regime alimentare dei lottatori. Completano la sezione anche alcuni splendidi gioielli d’oro rinvenuti nella Caserma dei Gladiatori a Pompei.

La sezione della mostra “Gli Anfiteatri della Campania” attraverso modelli, apparati grafici e supporti digitali, rappresenta un interessante focus sugli antichi anfiteatri. Diverse le peculiarità di questo segmento allestitivo: per la prima volta, grazie ad un progetto realizzato da Altair 4 Multimedia, sono state ricostruite virtualmente le sequenze di affreschi che adornavano l’Anfiteatro di Pompei.

Di quest’ultimo è esposto anche il modello in sughero realizzato da Domenico Padiglione ad inizio del XIX secolo e restaurato proprio in occasione dell’exhibit sui Gladiatori.

La sezione della mostra “I Gladiatori “da per tutto” segue la fortuna dei Gladiatori tra dimensione domestica ed arte: da non perdere, tra gli oggetti della vita quotidiana, alcuni reperti delle collezioni del Mann come le tre lucerne pompeiane con rappresentazioni di gladiatori (da Pompei, I secolo d.C.) ed il bronzetto di gladiatore che combatte contro il proprio fallo trasformato in pantera (da Ercolano, I secolo d.C.); suggestive anche le tre coppe pompeiane con venationes e duelli tra gladiatori (I secolo d.C.).

Straordinario culmine della mostra è il Mosaico pavimentale di Augusta Raurica (fine secondo sec. d.C.): l’opera fu rinvenuta nel 1961, duranti gli scavi nell’Insula 30 del sito archeologico di Augusta Raurica e sorprese gli scopritori per l’estensione della superficie (6,55×9,8 metri).

Potrebbe essere definita la settima sezione della mostra: in realtà “Gladiatorimania” è un itinerario “off” che, prima o dopo aver visitato l’allestimento nel Salone della Meridiana, permette di raccontare i Gladiatori anche grazie alle più innovative tecnologie della comunicazione.

Dal piano terra del Braccio Nuovo del Museo, oltrepassando un ingresso che ripropone le suggestioni dell’accesso in un Anfiteatro realizzato da Scenografie Rubinacci, è possibile seguire, in due livelli, un suggestivo racconto incentrato su diversi temi: l’addestramento; la dieta dei Gladiatori ed il cibo del pubblico; il combattimento; le armature, i luoghi dei giochi e le venationes; i conforts in anfiteatro; la cura del corpo in anfiteatro: tra profumi e ferite; la fortuna dei Gladiatori; Gladiatori in gioco.

Il progetto scientifico dell’allestimento è a cura di Valeria Sampaolo (già conservatore presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli), mentre il coordinamento è di Laura Forte (responsabile Ufficio Mostre ed Archivio Fotografico del Mann). L’allestimento è accompagnato da un catalogo edito da Electa.

«Idoli delle folle, bramati dalle donne e protagonisti di storiche ribellioni, i gladiatori furono baciati da una fama che già alla loro epoca varcò i confini delle arene e che nel corso dei secoli si è ulteriormente ingigantita», dice il direttore del Mann, Paolo Giulierini.

«La mostra – aggiunge – ha l’ambizione di raccontare non solo il mito, ma anche la dimensione umana del gladiatore: non ne nasconde gli elementi più duri, ma li inserisce in una cornice più ampia, rivelando gli uomini sotto gli elmi e il contesto storico in cui vivevano».

“Gladiatori” è frutto di un’intensa rete scientifica interistituzionale: la prima tappa dell’allestimento è stata presentata “all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig” ed è nata dalla volontà di narrare la fortuna degli antichi spettacoli in tutte le aree dell’Impero Romano; oggi, l’esposizione al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si arricchisce del focus sugli Anfiteatri Campani ed, ancora, del taglio interattivo di “Gladiatorimania”.

Tra le partnership prestigiose di “Gladiatori” non può mancare, naturalmente, il Parco Archeologico del Colosseo, che è unito al Mann da un protocollo d’intesa per valorizzare la comune programmazione culturale.

“Gladiatori”, inoltre, conclude un percorso di ricerca che ha previsto la collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei per la realizzazione di itinerari espositivi sui legami tra l’antica città vesuviana e gli Egizi, i Greci, gli Etruschi e Roma: quest’ultima tappa è rappresentata da “Pompei 79 d.C. Una storia romana”, in programma al Parco Archeologico del Colosseo, cui il Mann ha prestato un consistente nucleo di importanti reperti.

La mostra “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania e avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania; partner dell’esposizione è Intesa Sanpaolo.

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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