Turismo religioso: l’onda lunga della protesta delle città-santuario arriva anche a Pompei

POMPEI. L’onda lunga della protesta delle città italiane meta di turismo religioso arriva anche a Pompei, conosciuta dai fedeli di tutto il mondo per la presenza del Santuario dedicato alla Madonna del Rosario.

Il 2 aprile 2021, infatti, ci sarà anche la Confcommercio Pompei in prima linea nella manifestazione congiunta #NoiDimenticati, insieme alle associazioni di categoria delle principali città-santuario italiane, vale a dire Assisi, Loreto e San Giovanni Rotondo.

Il Coordinamento delle Città sedi di luoghi di culto è sorto da alcuni mesi in seno alla Confcommercio nazionale con il contributo determinante della Confcommercio Pompei, dallo scorso luglio guidata da Luigi Longobardi.

Esso raccoglie il malumore delle categorie produttive (in particolar modo i venditori di souvenir in sede fissa o ambulante, ma anche attività ristorative e ricettive) originato dall’assenza del bonus specifico di settore nel recente Decreto Sostegni varato dal governo di Mario Draghi.

Dal testo finale del decreto è infatti scomparso l’emendamento 13 che riguardava la misura prevista per i Comuni in cui risiedono santuari, annoverati tra i beneficiari del plafond di 10 milioni di euro stanziato a favore degli esercenti dei centri storici.

Eppure la crisi nera del turismo “della Fede”, ma anche delle famiglie e delle aziende che da esso traevano il proprio sostentamento, è sotto gli occhi di tutti.

Basti solo ricordare che nel 2020 l’afflusso di fedeli al Santuario di Pompei (in forma singola o organizzata attraverso i pellegrinaggi) ha subito un crollo vertiginoso che è stato stimato – secondo fonti della prelatura pompeiana – tra il 95 e il 97% rispetto all’anno precedente.

Un dato sul quale hanno influito il lockdown nazionale della scorsa primavera, le misure preventive di salute pubblica applicate per la ripartenza e, ovviamente, i successivi lockdown regionali e i divieti alla mobilità internazionale e interregionale.

Un crollo verticale che, ovviamente, ha messo in ginocchio un intero comparto: dai commercianti di oggettistica ai venditori di souvenir, dalle attività di ristorazione e somministrazione a quelle ricettive.

Solo a Pompei si parla di diverse migliaia di unità lavorative (tra aziende, dipendenti e stagionali) rimaste senza lavoro, ma chiaramente la drammaticità del dato emerge dall’esame del quadro nazionale.

«La Confcommercio Pompei – spiega il presidente Longobardi – scenderà in piazza al fianco delle altre città italiane che, come noi, ospitano un importante luogo di culto della Cristianità. L’obiettivo è tutelare quelle categorie produttive che, nel caso di Pompei, rappresentano una parte importante dell’imprenditoria locale: penso ai venditori di souvenir, le caratteristiche e storiche “bancarelle” di Pompei, ma anche a tanti altri lavoratori messi in difficoltà dalla pandemia».

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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