Turismo e occupazione: 60 nuovi posti di lavoro per l’apertura di Habita79 a Pompei

POMPEI. L’imminente apertura dell’albergo Habita79 – Mgallery a Pompei, lì dove una volta sorgeva lo storico Grand Hotel del Rosario, ha riacceso l’interesse e le speranze di un intero comprensorio che, seppure ora piegato dalla pandemia, ha sempre tratto la sua fonte di vitalità dal turismo.

La notizia del taglio del nastro, com’era prevedibile, ha puntato i riflettori soprattutto sugli importanti risvolti occupazionali dell’entrata in funzione della struttura ricettiva, un boutique-hotel di categoria 4 stelle deluxe, con 79 camere, una spa, 2 ristoranti e 5 sale riunioni.

«Ammonta a circa 60 unità il fabbisogno occupazionale per Habita79» rivela Riccardo Mantilacci, direttore dell’albergo che entro maggio aprirà i battenti. «Tra i requisiti che richiediamo per la candidatura – aggiunge – c’è l’aver accumulato esperienza all’estero in realtà strutturate di brand e la conoscenza di almeno due lingue».

Le richieste sono allineate al respiro decisamente internazionale che avrà l’albergo affiliato al colosso francese dell’ospitalità, Accor Hotels. «Insieme ai nostri partner – interviene il direttore – esamineremo attentamente i curriculum in arrivo alla ricerca dei profili corrispondenti alle nostre esigenze. Per candidarsi bisogna inviare una e-mail a jobs@habita79.it allegando il proprio curriculum vitae, una foto e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali».

Indubbiamente quella di Habita79 è una sfida nella sfida. Al coraggio di investire sul territorio e immettersi sul mercato in piena pandemia, si accompagna però una visione chiara degli obiettivi e del contesto.

«Ci aspettiamo – aggiunge Mantilacci – una estate molto simile a quella dello scorso anno, con tutti i limiti che conosciamo. I clienti saranno per lo più locali o comunque provenienti dalle Nazioni più vicine, racchiusi in un raggio che è quello della distanza-auto, ovvero percorribile in automobile».

Per una ripresa bisognerà attendere ancora un po’. «Le nostre previsioni – riprende il direttore di Habita79 – ci inducono a ritenere che nel 2023 si potrà ipotizzare un ritorno ai livelli pre-2020, anche se vedremo ancora un andamento a gradini e non perfettamente lineare».

Infine, lo sguardo di Mantilacci va al futuro, a ciò che Habita79 dovrà rappresentare per Pompei e il territorio. «Non sarà una cattedrale isolata – spiega – ma una struttura osmotica con la città, in ottica internazionale. Vogliamo sfatare un vecchio cliché che vede Pompei solo come meta di escursione. La immaginiamo invece come un microcosmo per stranieri: una città, con i suoi driver turistici, vissuta dai visitatori in pieno relax».

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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