Alice e il Cappellaio Matto si ritrovano vent’anni dopo grazie al cortometraggio di Nello Petrucci

POMPEI. Cosa succederebbe se Alice e il Cappellaio matto, dopo le avventure vissute insieme nel Paese delle meraviglie, si rincontrassero per caso e magicamente dopo vent’anni?

A questa domanda ha provato a dare una risposta Nello Petrucci, artista e regista pompeiano, che nel suo cortometraggio dal titolo “L’ultimo whisky con il cappellaio matto” immagina questa bizzarra quanto interessante reunion tra due personaggi così familiari a ciascuno di noi.

Come andrà a finire questo incontro? C’è un modo molto semplice per scoprirlo, perché il corto partecipa alla 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno e sarà visibile gratuitamente sul sito ufficiale della manifestazione (festivaldelcinemadisalerno.teyuto.com) per una settimana, a partire dal 9 dicembre 2020.

Si tratta di un’occasione preziosa per vedere il film, uscito a inizio 2020 e già premiato all’Indie Film Festival di Los Angeles, al Best Film Festival di Istanbul, e attualmente in concorso a diversi festival sparsi nel mondo (Pune Short Film Festival India, Dumbo Film Festival di New York e al Valencia Indie Film Festival), oltre che in concorso ai David Donatello 2021.

Le vicende narrate ne “L’ultimo whisky con il cappellaio matto” si svolgono in un tempo non più cronologico, ricco di riferimenti, citazioni e fantastiche suggestioni, in cui Petrucci si specchia fedelmente nella sua continua ricerca del tempo perduto.

Di Proustriana memoria la sua Alice, in questa nuova idea del regista sulle strade di Lewis Carrol: dopo decenni vissuti in una realtà quotidiana che ancora non le appartiene, si ritrova all’improvviso immersa, di nuovo, in quel mondo fantastico e  abbandonato, denso di simbologia.

Varie circostanze conducono Alice ad incontrare un viandante (chiara citazione di Nietzsche “il viandante e la sua ombra”) in un’atmosfera bucolica, nebbiosa, che personificano la caducità della vita, risonanze di ricordi, ombra e luce, a un’etica di abitare il mondo.

Arriverà poi dal suo vecchio amico e quasi dimenticato Cappellaio matto (interpretato da Ciro Cascina e poi da Beniamino Brogi) e saranno sempre le sei.

Girato ad Apice vecchia, su un set  naturale, troviamo quella curiosità innata che alberga in Alice (che ha il volto di Titti Nuzzolese) a ritrovare all’improvviso, per caso, per magia, alcuni personaggi protagonisti del racconto.

I dialoghi surreali con il Cappellaio matto, ci trasmettono il messaggio che trascorriamo la nostra vita “crescendo” in un modo o nell’altro.

Non importa il luogo o l’era in cui viviamo, non importa se si tratta di un viaggio intrapreso da piccoli per poi ritrovarsi da grandi nuovamente in quei luoghi e con quei personaggi rivisitati, rincontrati.

È il viaggio quello che conta e come sottolineava Saramago “…il viaggio non finisce mai, solo i viaggiatori finiscono”. In quel sorriso, come in un haiku giapponese, Alice illumina la scena con il suo sguardo da bambina, con quella curiosità sempre presente, con quella possibilità di andare avanti o indietro nel tempo, di non fermarsi mai.

La visione del regista è che il “mondo delle meraviglie” non è altro che la vita che scorre nel tempo: reale, indefinita, fantastica.

E il mondo “naturale” che ci regala con questo cortometraggio di Nello Petrucci è la sua grande leggerezza di vedere con un altro occhio il nostro mondo.

Sogno, fantasia e la sua visione del “tempo”, d’altra parte, sono argomenti molto cari all’artista: basta ricordare anche la sua mostra “Kairos” a New York di qualche anno fa.

“L’ultimo whisky con il cappellaio matto” è un film scritto e diretto dall’artista Nello Petrucci, prodotto dalla Satyr M.B. production e co-prodotto dalla Contemply (pagina ufficiale facebook.com/satyrmbfilm).

Il cast è molto interessante. Ci sono Titti Nuzzolese (vista in “Gomorra” e in “I migliori anni” di Muccino),  Ciro Cascina (diretto da registi di spicco che vanno da Gianni Amelio a Michele Placido), Beniamino Brogi (attore italiano noto in Germania e nella tv italiana) e l’attore americano Bret Roberts (più di 80 film all’attivo).

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Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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