Turismo, Porta Vesuvio: una “Green door” sull’antichità

La proposta del consorzio “Pompei Civita” per il nuovo ingresso all’area archeologica

POMPEI. Una “porta verde”, ovvero un accesso agli Scavi di Pompei dedicato ai quei visitatori fautori dello “slow tourism” o comunque non legati alle dinamiche proprie del turismo di massa. Porta Vesuvio, il nuovo varco che dovrebbe essere realizzato nella parte più a nord dell’area archeologica, nell’ambito dei progetti di sviluppo della buffer zone ricompresi nel Grande Progetto Pompei, è stata immaginata proprio così dal consorzio “Pompei Civita”, presieduto  dall’ingegnere Michele Fiorenza, che ha lanciato un’idea battezzata “Green Door”.

L’organismo consortile, che riunisce piccoli imprenditori che hanno avviato o intendono avviare progetti per il rilancio economico e turistico della zona collinare della Pompei moderna, al confine nord dell’area archeologica, punta infatti a favorire un turismo eco-compatibile, legato alla realizzazione del Parco Agricolo Archeologico Sperimentale (dal 2016 inserito nel Piano di Gestione del Grande Progetto Pompei).

In questo contesto si inquadra la proposta della “Green Door”, ovvero la realizzazione di un ingresso all’area archeologica immerso negli spazi verdi, che preveda servizi turistici essenziali, compatibili con il valore paesaggistico del luogo, a sostegno di una domanda turistica non impattante sulle caratteristiche naturali di Civita Giuliana. In altre parole: sì a percorsi immersi nel verde, sì a ricettività “green”, sì alla mobilità sostenibile.

No, invece, a grandi parcheggi o altre infrastrutture cozzanti con le peculiarità paesaggistiche del posto e lontane dalle logiche del turismo “slow”. Del resto, se è vero che la prevista realizzazione dell’ingresso agli Scavi da Porta Vesuvio è il fulcro dell’intero progetto di riqualificazione dell’area di Civita Giuliana, e quindi del Parco Agricolo Archeologico, è altrettanto vero che essa sembra incontrare il favore delle istituzioni.

Della possibilità e soprattutto dell’opportunità di realizzare un ingresso a Porta Vesuvio, infatti, se ne è parlato concretamente a Pompei poche settimane fa, nel corso di un incontro cui hanno preso parte i massimi rappresentanti delle istituzioni coinvolte, tra cui il Parco Archeologico, il Comune di Pompei e la Regione Campania.

La proposta prevede la riqualificazione urbanistica di Civita Giuliana, il recupero delle attività agricole, una volta assai fiorenti, e la creazione delle infrastrutture oggi praticamente inesistenti, per favorire lo sviluppo anche in chiave turistico-ricettiva, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio.

Il progetto, anticipato pubblicamente nell’aprile 2018 nel corso di un convegno svoltosi nell’antica cappella gentilizia di Civita Giuliana, riguarda una comunità di circa 900 residenti in un territorio che è icona della memoria archeologica collettiva e si articola tra antiche masserie, vigneti ed agrumeti.

La contrada di Civita Giuliana, sita nell’ameno paesaggio agreste, sulla collina a ridosso degli scavi di Pompei, tra mare e Vesuvio, deve a fattori climatici ed ambientali privilegiati il valore incomparabile di una potenziale offerta turistica che non ha eguali. La creazione del percorso paesaggistico vesuviano a Civita potrebbe rientrare nel “pacchetto ideale” degli albergatori del centro di Pompei, come attrazione paesaggistica a due passi dall’albergo prescelto per le vacanze.

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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