Turismo, il Santuario tra le prime sei mete religiose d’Italia

POMPEI. Il Santuario di Pompei si conferma anche nel 2019 tra i luoghi di culto maggiormente apprezzati e visitati in Italia: con i suoi 2 milioni di pellegrini annui – numeri confermati anche nei 12 mesi appena trascorsi dai dati forniti dall’ente religioso – la basilica dedicata da Bartolo Longo alla Madonna del Rosario nel 1876 è tra le prime sei mete di pellegrinaggio italiane.

Secondo gli ultimi dati prodotti da Unwto, Isnart e Aorl (e diffusi a ottobre 2019), infatti, la sola basilica di San Pietro a Roma accoglie ogni anno 11 milioni di visitatori; nel santuario di San Giovanni Rotondo, dove visse e operò San Pio, ogni anno accorrono 5,6 milioni di fedeli, mentre Assisi attrae ogni anno 5 milioni di visitatori.

E ancora, il santuario mariano di Loreto, nelle Marche, richiama 4 milioni di visitatori l’anno, mentre a Padova la devozione a Sant’Antonio porta in città 3 milioni di pellegrini l’anno. Subito dopo, come detto, c’è Pompei. Vediamo nello specifico quali sono state le principali novità del 2019 in base ai dati prodotti dal Santuario di Pompei che – va precisato – si basano esclusivamente sui pellegrinaggi prenotati (e quindi registrati) presso l’Ufficio Rettorato del Santuario.

Nel computo non rientrano quindi tutti i visitatori che autonomamente si sono recati presso il luogo di culto pompeiano. Innanzitutto c’è da registrare una lievissima flessione dei pellegrini dall’estero, che passano dal 17% del totale nel 2018 al 16% del 2019.

Focalizzando il discorso sul versante nazionale, c’è da dire che rimane sostanzialmente invariata anche la provenienza dei pellegrini italiani: l’81,39 per cento (era l’81% nel 2018) arriva dal Sud e dalle Isole; il 13,28% arriva dall’Italia centrale (-1,37% rispetto all’anno precedente) e il 4,88 per cento arriva dall’Italia settentrionale, che invece fa segnare un +1,58% sul 2018.

Tranne che per qualche singola variazione percentuale, rimane praticamente immutata (con le stesse posizioni di un anno fa) anche la Top5 delle regioni italiane più presenti a Pompei: il 56,4% dei pellegrini che nel 2019 hanno raggiunto il Santuario mariano è di provenienza campana (+0,9% rispetto al 2018); il 10,6% è arrivato dalla Puglia (-0,7%); il 9,31% dal Lazio (-0,69%); il 6,14% dalla Calabria (-0,86%). Chiude la Top5 il Molise con il 4,63% (+0,63%, in lieve crescita rispetto all’anno precedente).

Passando a considerare l’Estero, rimane invariata anche la classifica dei principali sei Paesi di provenienza dei pellegrini a Pompei. Sul gradino più alto del podio c’è sempre la Polonia, da cui arriva il 56% dei fedeli stranieri diretti al Santuario della Madonna del Rosario (tra l’altro in crescita del 6% rispetto al 2018). Seguono gli Stati Uniti con il 13,5% (in aumento dell’1,8%), la Corea del Sud con il 2,6% (-1,06%), la Germania con il 3,8% (che guadagna l’1,3%), la Slovacchia con il 2,7% (+0,4%) e infine la Francia con il 2% (in flessione dell’1%).

I cambiamenti più significativi, invece, arrivano dall’organizzazione dei pellegrinaggi, in cui le parrocchie tornano ad avere un ruolo di primissimo piano: il 70,91% dei pellegrinaggi registrati a Pompei nel 2018 è arrivato proprio dalle comunità parrocchiali (+20,91% rispetto al 2018).

Seguono le agenzie turistiche con il 10,44%, ma perdono quasi il 7% rispetto all’anno prima. Poi ci sono i gruppi di preghiera con il 2,84% (-0,16%), le associazioni laicali con il 2,24% (ma che perdono quasi il 3%), gli istituti religiosi con l’1,86% (-0,14%) e le Corali e Confraternite allo 0,34% (-1,66% rispetto al 2018).

Marco Pirollo

Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige Made in Pompei, rivista di promozione territoriale.

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