St. Trop’ cambia musica: dai dischi in vinile alla pizza gourmet

Al centro della proposta le pizze napoletane tradizionali e le combinazioni di prodotti stagionali del territorio





POMPEI. Diventeranno famosi come i genitori? La domanda è riferita ai fratelli Rosanna e Raffaele St. Trop’ (all’anagrafe Coppola) due giovani  pompeiani poco più che ventenni che hanno negli occhi il fervore della speranza. Insieme a loro la brigata composta dal pizzaiolo Daniele, insieme a Ciro, che attende al forno, Tiziana ai fritti, Nicola e gli altri ragazzi all’accoglienza in sala. Sei giovani sotto i trent’anni che vogliono ritagliarsi il loro spazio nel mondo della ristorazione pompeiana.

Il pizzaiolo Daniele ci ha confidato che la compagna aspetta un bambino. È il ciclo della vita che si rinnova. Trent’anni fa Anna e Salvatore Coppola impegnarono la loro vita di coppia nel commercio di dischi, mettendoci passione e competenza. I risultati furono così positivi che diventarono personaggi agli occhi dei pompeiani. Furono chiamati St.Trop’, come l’insegna del loro negozio. Nomignolo che i figli Rosanna e Raffaele hanno ereditato volentieri, perché porta fortuna negli affari.

Questo è il motivo che ha spinto fin dai primi giorni una folla di clienti e amici a degustare la pizza e i fritti St. Trop’ nella luminosa e moderna location sita nella curva di via Anastasio Rossi, cuore pulsante di Pompei. Una sessantina di coperti in una sala che parla giovane, tra incastri e souvenir della musica ai muri: vinili d’epoca e manifesti delle icone della musica leggera. La curiosità di tutti  è di verificare se si è ripetuto, trent’anni dopo, con i St. Trop’ junior di Pizza & Fritti, il successo dei genitori negli anni ’90, quando divennero una cosa sola nella rivendita di dischi cool nello stesso spazio commerciale.

Il tempo passa, la tradizione si sedimenta e diventa cultura. Al centro della proposta St. Trop’ Pizza & Fritti trionfa oggi la pizza napoletana, dalla  Regina Margherita alle pizze della casa. La birra Paulener alla spina e quattro etichette di birra in bottiglia, insieme alla carta dei vini, ricca di una trentina di etichette, le bibite analcoliche, le bollicine e gli spumanti. La portata della pizza classica napoletana viene sempre molto apprezzata dalla clientela, numerosa tutte le sere, a coppie o a comitiva, servita velocemente da un personale cortese ed efficiente.

Il piatto napoletano per eccellenza (Patrimonio dell’Umanità) si presenta soffice, dal cornicione alveolato e fragrante, assicurando la degustazione di una pizza leggera e saporita, grazie all’impasto di farine con germe di grano dal profumo intenso e il gusto inconfondibile. Il segreto è nella preparazione di una pizza facile da digerire, grazie alla farina che preserva le fibre “buone”, che riducono il picco glicemico.



La lavorazione della pasta della pizza costituisce la fase più delicata della sua preparazione, agevolata dalla scelta  St.Trop’ di farina di alta qualità, mentre dipende dal mestiere del pizzaiolo dosarla con acqua, sale e lievito. Lievitazione lenta in frigo per quarantotto ore e successiva lavorazione in forma rotonda, guarnita (a comanda) con ingredienti della tradizione nella ricetta St. Trop’, che precede l’infornata nel caratteristico forno napoletano con alimentazione a gas che assicura la massima igiene. Il miracolo della cottura dura meno di un minuto e dipende dalla temperatura del forno, dai tempi di cottura e dal mestiere del fornaio, mentre non bisogna sottovalutare la presentazione, perché la pizza si assapora prima con gli occhi, poi con il naso e alla fine si degusta tra lingua e palato.

Dopo aver steso la pizza bisogna farcirla nel formato tradizionale con pomodoro, formaggio, mozzarella e olio. Il menù St. Trop’ fa la differenza nel proporre “le speciali” nelle varie combinazioni di prodotti stagionali dell’agroalimentare vesuviano, ricco di eccellenze Slow Food. Se amate la tradizione ordinate la Regina Margherita con pomodoro fresco e mozzarella di bufala. Il gusto gourmet è assicurato dalla “lardo e zucca”: crema di zucca, provola, Lardo di Colonnata, basilico e olio evo del Cilento. Eccezionale la “pistacchio e mortadella”: fior di latte di Agerola, pesto di pistacchio, mortadella Igp Bonfatti a crudo insieme a granella di pistacchio, basilico e olio evo del Cilento dop.

Se volete assaporare il “gusto novità” chiedete la “speck e noci”: provola, pesto di noci, che all’uscita dal forno viene guarnita con speck del Trentino, scaglie di Parmigiano dop, granella di noci, basilico e olio evo del Cilento dop. Il menù di fritti è stato ultimamente arricchito e si presenta nelle gustose varianti dei formati (crocché, arancini e frittatine di vario tipo). Le carni di scottona e chianina alla piastra accontentano i clienti più esigenti, mentre l’esclusività di birre, vini, champagne e distillati invecchiati “completano” il “quadro d’autore St. Trop”, una griffe che si è affermata nella simpatia della gente nel corso degli anni.

Fonte: Food e Territorio di Mario Cardone



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Mario Cardone

Giornalista ed economista; ex bancario, ex socialista ed ex sindacalista Cgil, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; su Facebook gestisce il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

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