Turismo e archeologia, la delegazione governative della Cina in visita a Pompei – FOTO

Uno scambio culturale sui temi infrastrutturali ed urbanistici che riguardano i territori  interessati da siti Unesco





POMPEI. Il sindaco di Pompei, Pietro Amitrano  e l’assessore alla Cultura, Pio Manzo, hanno accolto presso la Casa Comunale a Palazzo de Fusco la delegazione governativa della Repubblica Popolare Cinese di 23 personalità afferenti al mondo della cultura e dei beni culturali, coordinata da Icomos China, ospite della XXII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum per la conferenza “Cina 2020: insieme per la valorizzazione del Patrimonio Culturale”.

Per l’occasione, la delegazione ha incontrato lo scorso 13 novembre, l’amministrazione comunale della Città di Pompei per uno scambio culturale sui temi infrastrutturali ed urbanistici che riguardano i territori  interessati da siti Unesco, oltre che nell’ambito della ricerca archeologica e della gestione del territorio, che sono stati affrontati anche durante la visita agli scavi archeologici. La delegazione, accompagnata dal presidente emerito di Icomos Italia, Maurizio Di Stefano, rappresenta per le autorità locali e quelle cinesi un importante momento di confronto, per dare poi prosieguo ad una serie di scambi anche rivolti ai portatori di interesse nell’ambito dell’indotto del turismo culturale e non solo ed a collaborazioni nell’ambito della tutela, della valorizzazione e della gestione dei Beni Culturali.

I rapporti istituzionali tra la Repubblica Popolare Cinese e la Città di Pompei sono consolidati da una forte tradizione, rafforzata anche dal gemellaggio con Xi’an avvenuto nel 2007. Le due città sono legate dalla presenza sul proprio territorio di due importanti siti archeologici, entrambi riconosciuti dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.

Gli esperti che hanno guidato la delegazione sono il prof. Liu Bin, archeologo di fama internazionale di Liangzhu; l’arch. Liu Kecheng, esperto del patrimonio culturale cinese e membro del consiglio di amministrazione di Icomos China, che ha condotto proprio nell’antica città di Xi’An parte dei suoi studi; il dott. Yang Si, dell’Istituto per la Digitalizzazione del Patrimonio di Tsinghua. Oggi la China ha pareggiato il conto con l’Italia in merito alla presenza sul proprio territorio di siti Unesco e questo pone, senza alcun dubbio, la necessità di una maggiore interazione culturale tra le istituzioni italiane e quelle cinesi, per un costruttivo confronto nell’ambito della ricerca scientifica relativa al mondo dei Beni Culturali.



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Redazione

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