Stabia, conclusa in estate la campagna di restauri in due ambienti di Villa Arianna

Al lavoro un gruppo di 7 restauratori della Facoltà di Conservazione e Restauro, Accademia di Belle Arti di Varsavia





CASTELLAMMARE DI STABIA. Non solo nuove indagini archeologiche, ma anche restauri per gli inestimabili tesori della Villa di Arianna a Stabiae. Il tutto mentre continua il progetto targato Università del Maryland-Fondazione Restoring Ancient Stabiae (Ras) finalizzato ad ottenere un’immagine complessiva in 3D della splendida dimora d’epoca romana, una villa d’otium che dalla collina stabiana dominava tutto il Golfo.

I lavori di restauro di affreschi e pareti si sono svolti nel mese di luglio 2019. Un gruppo di sette restauratori della Facoltà di Conservazione e Restauro, Accademia di Belle Arti di Varsavia, sotto la direzione del prof. Krzysztof Chmielewski e della dott.ssa Julia Burdajewicz, con il coordinamento della Fondazione Ras e sotto la direzione scientifica del Centro del Restauro dell’Ufficio Scavi di Stabia del Parco Archeologico di Pompei, ha condotto un progetto di restauro degli ambienti 7 e 11 di Villa Arianna (guarda l’intervista su You Tube).

Nello specifico, il progetto è stato incentrato sulla esecuzione di interventi conservativi che hanno avuto come oggetto le superfici pittoriche dei due ambienti interessati. Nell’ambiente 7 (una diaeta) è stata continuata la pulitura della parete ovest, procedendo poi alla rimozione di alcune vecchie stuccature, al riempimento delle lacune con malta e al ritocco limitato dello strato pittorico. Nell’ambiente 11 (triclinio), invece, si è proceduto alla continuazione di fissaggio e consolidamento di intonaci e alla continuazione di pulitura di tutte le pareti.

Continua, come detto, anche l’attività scientifica dell’Università del Maryland e della Fondazione Ras con l’obiettivo di giungere ad un modello 3D di Villa Arianna. Per il nono anno consecutivo l’Università del Maryland, l’Università del Wisconsin-Milwaukeee la Fondazione Ras hanno condotto un progetto di rilievo architettonico in 3D con teodolite “total station” e Lidar, finalizzato allo sviluppo di un “wire-frame drawing” dettagliato (disegno digitale lineare in 3D), che combini rilievi a mano e un reticolo di foto, e che faciliti la realizzazione del modello Lidar di tutta Villa Arianna. Responsabili del progetto sono stati il prof. Thomas Noble Howe, il prof. William Chandler Johnson, (University of Maryland) e il prof. William Krueger e Taylor Layton (University of Wisconsin-Madison).



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Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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