Il sindaco ai liceali di Pompei: «Ecco il mio numero, se vi bullizzano chiamate me»

Al liceo Pascal un incontro-dibattito con 13 terze per parlare con i ragazzi di violenza e sopraffazione tra i giovanissimi





POMPEI. Tredici terze del liceo Pascal di Pompei parlano di violenza, di bullismo, di sopraffazione e il sindaco Pietro Amitrano scrive sulla lavagna il suo numero di cellulare: «Se vi bullizzano chiamate me». È accaduto ieri mattina al liceo Pascal in un intenso incontro contro il bullismo. Presente anche Maria Luisa Iavarone, la professoressa napoletana che da tantissimi anni si impegna ad insegnare a ragazzi che vivono nelle zone più difficili di Napoli il rifiuto alla violenza. Quegli stessi ragazzi che nel 2017 hanno ferito con un coltello il figlio Arturo lasciandolo agonizzante sull’asfalto. «Non è grande chi ha bisogno di farti sentire piccolo» ha esordito il primo cittadino di Pompei.

«Per troppo tempo – ha detto il sindaco parlando ai ragazzi presenti – la nostra società si è scrollato di dosso il bullismo etichettandolo come un “rito di passaggio”. E invece, oggi più che mai, questi atteggiamenti devono cambiare. Ogni ora, gli studenti sono vittime di bullismo e hanno paura di parlare. Rompiamo questo silenzio e mettiamo fine al bullismo scolastico. Sono stato al liceo stamattina perché da alcuni anni, da quando guido questa amministrazione, la loro battaglia contro la violenza psicologica è la nostra battaglia. Pompei deve tornare ad essere l’isola felice della mia infanzia».

«E questo è uno degli obiettivi primari di questa amministrazione e una delle mie sfide più impegnative. Ma la battaglia non dobbiamo farla solo contro i “cattivi” per antonomasia. Oggi bisogna combattere molto di più la disinformazione e la superficialità» ha poi aggiunto il sindaco, prima di citare un grande del passato. «Martin Luther King diceva: “Non mi preoccupa la cattiveria dei malvagi, ma l’indifferenza dei buoni”. Ecco, partiamo da qui e lavoriamo ad educare le persone comuni, le nostre stesse famiglie. Che capiscano le insidie e la pericolosità di una serie di atteggiamenti. È tempo di schierarci contro la violenza».

«E – ha poi concluso il primo cittadino – come diceva Gandhi: “Si può vincere la violenza solo con l’amore. Rispondere all’odio con altro odio non fa altro che accrescere la grandezza e la profondità dell’odio stesso”. Si può vincere, possiamo vincere, con l’amore e con l’informazione. A nessuno dovrebbe essere permesso di sminuire, ferire e mortificare un altro essere umano. Il bullismo non può essere perdonato, non può essere accettato. Mai». All’incontro, organizzato dal liceo Pascal in collaborazione con il Comune di Pompei, l’Osservatorio per la Legalità e l’associazione Artur erano presenti, oltre la preside Filomena Zamboli, anche il comandante della polizia municipale di Pompei, Gaetano Petrocelli e il poliziotto scrittore Francesco Paolo Oreste.



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Redazione

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