La famiglia Acutis ospite al Santuario di Pompei per ricordare la figura del giovane Carlo

Quella di Carlo è stata una breve ma significativa testimonianza di vita cristiana e anche un esempio per i giovani





POMPEI. La famiglia Acutis sarà ospite nel Santuario di Pompei per parlare dell’esperienza del giovane Carlo, scomparso a soli 15 anni ma assurto a esempio di vita ispirata ai principi cristiani per tanti suoi coetanei. L’incontro, organizzato su iniziativa del Servizio per la pastorale giovanile di Pompei, è in programma sabato 9 novembre 2019 alle ore 20 in basilica.

“Ospiteremo in Santuario la famiglia Acutis e, in modo particolare, incontreremo mamma Antonia per parlare di suo figlio Carlo, che a soli 15 anni terminava la sua esperienza terrena a causa di una leucemia fulminante” annuncia il Santuario attraverso la pagina Facebook ufficiale, aggiungendo: “Quella di Carlo è stata una breve ma significativa testimonianza di vita autenticamente cristiana, tanto da essere citato più volte da Papa Francesco nell’esortazione apostolica post-sinodale “Christus vivit” su giovani, fede e discernimento vocazionale”.

Da quando ha ricevuto la Prima Comunione a 7 anni – si legge nel post – Carlo non ha mai mancato all’appuntamento quotidiano con la Santa Messa. Cercava sempre, prima o dopo la celebrazione eucaristica, di sostare davanti al Tabernacolo per adorare il Signore: “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito. L’Infinito è la nostra Patria. Da sempre siamo attesi in Cielo”. Per orientarsi verso questa Meta e non “morire come fotocopie” Carlo diceva che la nostra Bussola deve essere la Parola di Dio, con cui dobbiamo confrontarci costantemente. Ma per una Meta così alta servono Mezzi specialissimi: i Sacramenti e la preghiera. In particolare Carlo metteva al centro della propria vita il Sacramento dell’Eucaristia che chiamava “la mia autostrada per il Cielo”.​

Era un “mistero” questo giovane fedele della Diocesi di Milano, che prima di morire è stato capace di offrire le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa. Nonostante quello che si potrebbe pensare di un giovane candidato agli onori degli altari, Carlo era un ragazzo assolutamente normale, come la maggior parte dei suoi coetanei, ma con un’armonia assolutamente speciale, grazie alla sua grande amicizia con Gesù.

La Madonna, poi, era la sua grande confidente e non mancava mai di onorarla recitando ogni giorno il Santo Rosario. Amava dire che: “Il Rosario è la scala più corta per salire in Cielo”. La modernità e l’attualità di Carlo si coniuga perfettamente con la sua profonda vita eucaristica e devozione mariana, che hanno contribuito a fare di lui quel ragazzo specialissimo da tutti ammirato ed amato. Carlo oggi riposa nel Santuario della Spogliazione ad Assisi.



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Redazione

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