L’Eternità in un giorno: a Roma la mostra che mette a confronto Pompei e Santorini

Un viaggio nel tempo alla scoperta di due città sepolte nel vivo della loro storia ma conservate dalle ceneri vulcaniche





POMPEI. Pompei e Santorini, due città geograficamente e temporalmente lontane ma unite da una tragedia comune. Sulle sponde del Mare Nostrum si intrecciano storie di popoli, genti e culture che costituiscono le più grandi civiltà del nostro passato e che hanno segnato i nostri usi e il nostro modo di concepire l’oggi. La mostra, allestita presso le Scuderie del Quirinale di Roma, che si intitola “Pompei e Santorini. L’Eternità in un giorno” è concepita come un viaggio nel tempo alla scoperta di due città sepolte nel vivo della loro storia, ma preservate dopo millenni dalle ceneri vulcaniche.

Curata da Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei e da Demetrios Athanasoulis, direttore dell’Eforia delle Antichità delle Cicladi, con Luigi Gallo e Luana Toniolo, è frutto di una collaborazione internazionale attraverso ricostruzioni innovative e la selezione di reperti antichi e moderni, in molti casi mai esposti al pubblico. La riscoperta delle città ha inoltre suscitato l’immaginario artistico contemporaneo, offrendosi spesso come scenario iconografico e spunto per riflessioni sulla vita e la morte all’ombra di Vulcani, sinonimo di catastrofi devastanti che la memoria ancora non oblitera.

Trecento oggetti, tra statue, affreschi, vasi, rilievi, gemme, quadri, ripercorrono un arco cronologico che abbraccia più di 3.500 anni; dall’età del bronzo fino ai giorni nostri. I temi esaminati spaziano le diverse problematiche archeologiche di seppellimento e di scavo dei siti, l’analisi dei contesti, l’uso dei calchi in gesso, le abitudini sociali, umane, cultuali e gli scambi connettivi all’interno del grande bacino mediterraneo.

«L’Eforato delle Cicladi ha deciso di mettere in atto una politica espositiva rivolta verso l’esterno – sottolinea Demetrios Athanasoulis – con mostre sia in Grecia sia all’estero, che hanno l’obiettivo di promuovere il patrimonio monumentale delle Cicladi e di rendere l’antichità una fonte di cultura e sapere, ma anche di piacere e intrattenimento di qualità. La mostra presso le Scuderie del Quirinale è espressione di questa visione e, portando per la prima volta fuori dalla Grecia i materiali provenienti dalla città preistorica di Akrotiri, permetterà al grande pubblico di conoscere il volto della “Pompei” dell’Egeo preistorico».

«La collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei e l’Eforia delle Cicladi – afferma Massimo Osanna – ha in questa mostra il suo naturale punto di arrivo. Abbiamo voluto affiancare all’indagine archeologica anche la lettura geologica degli eventi vulcanici così da poter far capire al pubblico l’unicità dello stato di conservazione delle due città. Di pari importanza la presenza in mostra di alcune opere moderne e contemporanee, scelte per il loro potere evocatore». La mostra, inaugurata lo scorso 11 ottobre, sarà visitabile fino al 6 gennaio 2020 presso Le Scuderie del Quirinale.

 

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Alessandra Randazzo

Classicista e blogger da sempre sensibile al mondo dei Beni Culturali, si sta specializzando nel settore del giornalismo archeologico, collaborando con diverse riviste del settore.

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