Panorama d’incanto, accoglienza e genuinità de “I Nobili del Vesuvio”

L’attività del locale iniziò nel 2008 nella produzione del vino tipico del territorio, oggi è ristorante, braceria e pizzeria

BOSCOTRECASE. «Faccio fatica a definire “ristorazione” un’attività che è parte della mia stessa esistenza e deriva da un percorso dell’anima a cui voglio bene come fosse il mio terzo figlio» confessa l’imprenditrice pompeiana Emma Minichino, che insieme al marito, Salvatore Ingenito, gestisce il ristorante con braceria e pizza gourmet “I Nobili del Vesuvio” (nobiltà soprattutto d’animo, a sentire la signora Emma). Parliamo di un’attività di ristorazione a 360 gradi che vanta il primato locale della preparazione dell’autentica pizza gourmet.

La sua location è in via Bosco dei Monaci, in un tratto di Boscotrecase in cui il  “panorama da cartolina” del Golfo di Napoli e l’aria fine che si forma tra mare e Vesuvio “conquistano” i clienti, accolti nel verde di un giardino vesuviano arredato per la ristorazione di famiglie, comitive di giovani, turisti in visita agli Scavi di Pompei e alla vetta del Vesuvio. Inoltre si organizzano eventi di ogni tipo, per i quali si dispone finanche di uno spazio per l’animazione dei bambini. Il verde declina dolcemente verso la spiaggia di sabbia nera di Torre Annunziata con terreno di dieci ettari piantati a vigneto ed uliveto da Salvatore Ingenito, agricoltore per vocazione e tradizione di famiglia.

L’anima della ristorazione è però (per condivisione generale) la signora Emma, dedita all’attività con una passione tale da considerare i collaboratori parte della sua famiglia. «Non si può nominare uno di loro senza citare tutti suoi colleghi, perché il contributo di ognuno di loro è indispensabile». La signora Emma è una bella persona. Accoglie nel ristorante i clienti con lo stesso spirito di ospitalità che avrebbe nel calore della sua casa, tipico della migliore tradizione vesuviana.

Il “suo” ristorante non è altro che la “sua” casa aperta alla ristorazione di qualità, in cui alla struttura originaria è stata aggiunta una sala in legno con arredamento rustico aperta al giardino. All’interno c’è l’angolo con forno a legna per la cottura delle pizze, di fronte all’ingresso la brace per la grigliata di carne e del pescato di giornata. L’attività de “I Nobili del Vesuvio” ebbe inizio nel 2008 nella produzione del vino tipico del territorio. L’etichetta, la cantina e l’attività dell’enologo sono passati alla gestione di giovani imprenditori, mentre il ristorante-pizzeria omonimo ne è diventato “cliente esclusivista”.

La signora Emma racconta che la cucina è stata “improvvisata” a partire dal 2016 quando lei (senza alcuna formazione professionale) si è messa personalmente in gioco ai fornelli. L’esordio è stato felice. Difatti la rinomanza del locale è progressivamente aumentata nella considerazione della gente, man mano che è stata riscontrata la genuinità delle materie prime, la professionalità della cucina tradizionale, nel trionfo di portate godibili a vista e con il conto giusto. Combinazione che mette le ali alla magia del passaparola: l’unica pubblicità che non costa nulla e fa aumentare i clienti e il giro d’affari.

Attualmente sono circa 20 i collaboratori stabili presso I Nobili del Vesuvio: il direttore di sala, il personale di cucina (compreso lo chef), il pizzaiolo e i suoi collaboratori al forno, il personale della brace e la brigata di sala. Elementi cortesi e professionali che operano in piena autonomia, perché la signora Emma ripone grande fiducia nel loro operato. La “nostra” imprenditrice predilige il sentimento alla ragione ma, quando serve, sa dimostrarsi ferma e volitiva. Il racconto della sua azienda si intreccia con quello della sua stessa vita, segnata da esperienze positive (come la famiglia) ma anche da momenti di sconforto, subiti nella lotta contro un male minaccioso.

Una storia dal lieto fine, in cui ha prevalso la vitalità della signora Emma. Una risorsa che si è rivelata preziosa per il suo equilibrio e decisiva nel ruolo importante che le compete in famiglia come in azienda. Un traguardo raggiunto grazie alla marcia in più, figlio della consapevolezza di avercela fatta come essere umano, madre ed imprenditrice. Una “botta di vita” che emerge dal racconto privato della signora Emma, dedicato alle donne che soffrono di problemi di salute, per rassicurarle che un percorso di speranza è sempre possibile.

«Ecco perché (dopo le esperienze vissute, nda) non potrei mai concepire l’utilizzo nel ristorante di materie prime sofisticate o alterate. Al contrario io e i miei collaboratori utilizziamo esclusivamente ingredienti sani, schietti e garantiti dalla morale prima ancora che dalla legge, grazie anche al prestigio del nostro fornitore Gma, con eccellenze del territorio proposte dall’imprenditore Giuseppe Acciaio, leader dell’eccellenza food & beverage» nella selezione delle specialità gastronomiche che formano un paniere comprensivo di tante Dop, Igp e presidi Slow Food, valorizzate dalla formazione del personale (come il pizzaiolo) e dalla gestione delle attrezzature (come la brace), indispensabili all’utilizzo dei prodotti selezionati.

Tra questi, antipasti della tradizione, delizie di mare fatte da molluschi, crostacei e frutti di mare della tradizione marinara partenopea, primi di terra (linguine alla Nerano) e di mare (scialatielli al profumo di mare), secondi di pescato del giorno, tagliate o stoccafisso, braceria (scottona, paranza, costata con taglio alla fiorentina, black angus e american beef) e tagliate di filetto o di entrecote variamente assortite, contorni e, soprattutto, una vasta scelta di pizze gourmet con prodotti Slow Food e con l’uso esclusivo di farina di grano Petra, che esalta il gusto degli ingredienti mentre aumentano le vitamine e le fibre che entrano nell’impasto delle pizze a scapito dell’amido.

Mario Cardone

Mario Cardone

Ex socialista, ex bancario, ex sindacalista. Giornalista e blogger, ha una moglie, una figlia filosofa e 5 gatti. Su Facebook cura il blog "Food & Territorio di Mario Cardone".

Rispondi