Pompei, partiti gli interventi di restauro della Villa di Diomede

Qui furono trovate due vittime: una aveva ancora al dito un anello d’oro, l’altra una chiave d’argento e 1.356 sesterzi.





POMPEI. È partito a settembre il restauro della Villa di Diomede, che presto restituirà ai visitatori di Pompei un gioiello davvero mai visto prima: la grande villa residenziale, infatti, scavata nel XVIII secolo non è mai stata aperta al pubblico sinora. Gli interventi di restauro e messa in sicurezza impiegheranno circa 1,5 milioni di euro, stanziati da fondi ordinari del Parco Archeologico di Pompei. Con un affaccio sul mare che doveva essere mozzafiato e uno sviluppo scenografico su tre livelli, la Villa di Diomede costituisce uno dei complessi residenziali più grandi dell’intera città di Pompei, con un’estensione di circa 3.500 mq.

Giardini e piscine dovevano ornare i vari piani e, come di consuetudine in una domus romana, sul peristilio si affacciavano gli ambienti più importanti della casa, come il triclinio, su cui avviene anche l’ingresso all’abitazione secondo la norma espressa da Vitruvio per le ville, nel suo De Architectura. Anche se attualmente l’accesso è vietato e in corso vi sono importanti restauri che porteranno ad una fruizione prossima, dal triclinio si doveva godere di una vista verso il mare e del verde del giardino, coperto da una pergola per i banchetti estivi. Vicino alla porta che dava l’accesso agli ambienti di servizio, gli archeologi hanno ritrovato due vittime: una aveva ancora al dito un anello d’oro, l’altra una chiave d’argento e un “tesoretto” di 1.356 sesterzi.

La piccola pars rustica della villa, che era destinata all’alloggio della servitù, aveva un piccolo accesso autonomo da via dei Sepolcri e in questo lato si trovavano anche gli ambienti per le derrate alimentari e il deposito per gli attrezzi. Il complesso residenziale fu uno dei primi ad essere scavati a Pompei e divenne meta fondamentale per i viaggiatori ottocenteschi del Grand Tour, come testimoniato dai numerosi graffiti che riportano i nomi dei più importanti e famosi viaggiatori dell’epoca, come il Conte di Cavour. Nella villa venne ambientato il racconto di Theophile Gautier, “Arria Marcella”, romanzo pubblicato nel 1852 e ispirato al ritrovamento di un corpo femminile nella Villa di Diomede.

Il seno le si era modellato nella cenere ormai compatta e indurita, preservandone la forma e ispirando narratori e curiosi. La storia comincia dal Museo Archeologico di Napoli, dove un giovane francese in viaggio in Italia, rimanendo colpito dalla bellezza e dalle grazie del seno della giovane, visita gli scavi di Pompei nella speranza di incontrare la ragazza su cui tanto aveva fantasticato. Il proprietario della villa era Marcus Arrius Diomedes e la sua tomba si trova proprio di fronte all’ingresso dell’abitazione, su Via delle Necropoli, fuori Porta Ercolano. Foto: Parco Archeologico di Pompei.

 

 

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Alessandra Randazzo

Classicista e blogger da sempre sensibile al mondo dei Beni Culturali, si sta specializzando nel settore del giornalismo archeologico, collaborando con diverse riviste del settore.

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