Beni Culturali, “stop a privatizzazioni e accorpamenti”: la protesta parte da Pompei

L’associazione dei professionisti del settore ha  scelto la città degli scavi per lanciare un messaggio forte al Mibac





POMPEI. L’onda di protesta contro la riorganizzazione dei Beni Culturali varata lo scorso agosto dal Ministero parte proprio dai uno dei siti più importanti della Cultura italiana. L’associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei beni culturali” ha infatti scelto Pompei quale luogo simbolo del patrimonio campano per lanciare un messaggio forte al Ministero dei Beni Culturali: “stop a privatizzazioni e accorpamenti, dignità e risorse per i piccoli musei” sono le parole d’ordine del movimento di dissenso. “Mi Riconosci” lancia quindi una protesta in molte città d’Italia il giorno 6 settembre 2019 (a Pompei, ore 10.00, in piazza Anfiteatro) contro il c.d. “decreto Bonisoli” di Ferragosto.

«Quest’ultimo – è la tesi dei manifestanti – conferma l’apertura ai privati della riforma Franceschini, e in alcune Regioni accorpa ai grandi musei quelli affluenti fino a ieri ai poli museali regionali (tra i casi più eclatanti: il Cenacolo Vinciano accorpato a Brera, la Galleria dell’Accademia di Firenze accorpata agli Uffizi) con l’evidente scopo di alzare gli introiti e fare in modo da trasformare i grandi musei in fondazioni pubblico/private, tra non molto. Siamo stanchi di assistere allo smantellamento del patrimonio italiano, che appartiene alla Nazione e non può essere trattato come una grande azienda». Gli organizzatori, poi, lanciano l’appello ad unirsi a loro «da ogni luogo della Campania per questa protesta nazionale, perché di tutti è il patrimonio culturale italiano».



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Redazione

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