Noctes Stabianae, a Villa San Marco ripartono le suggestive passeggiate notturne

Un itinerario suggestivo in una delle più grandi ville residenziali, in posizione panoramica sulla collina di Varano





CASTELLAMMARE DI STABIA. Passeggiate notturne a Villa San Marco a partire dal 16 agosto 2019. Tutti i venerdì e sabato sera, fino al 21 settembre, dalle ore 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso alle 22,00), sarà possibile visitare la Villa San Marco, appositamente illuminata. Un itinerario suggestivo in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq., posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia. L’iniziativa fa parte delle aperture serali promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2019. L’ingresso alla Villa è gratuito. In programma, per la fine di agosto e settembre, anche i percorsi notturni negli altri siti vesuviani del Parco Archeologico di Pompei.

Villa San Marco prende il nome da una cappella esistente nella zona nel Settecento. La villa comprende due grandi peristili, situati a diversi livelli, intorno ai quali si trovano una grande piscina, alcune sale di rappresentanza e una serie di ambienti residenziali. La villa è dotata di un vero e proprio quartiere termale, il cui orientamento segue quello della strada sottostante, con la quale comunica attraverso una scala: è possibile ipotizzare, dunque, che la zona termale fosse ad uso pubblico, anche perché è ben isolata, attraverso doppie porte, dal resto della villa.

Il nucleo più antico, risalente all’età augustea è costituito dall’atrio tetrastilo con gli ambienti circostanti, da cui si accede alla grande cucina. Ad est dell’atrio è stato individuato recentemente un ingresso secondario attraverso la strada che conduceva alla sottostante zona litoranea. Da tale ingresso si accedeva ad un quartiere rustico, collegato alla villa attraverso un piccolo peristilio con al centro un’area verde con un albero da frutto. Intorno vi erano latrine e ambienti di servizio e forse alcune celle per conservare derrate alimentari.


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Redazione

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