Presentato a Pompei Il Velo di Iside, l’ultimo lavoro letterario di Fiorella Franchini

Un romanzo giallo ambientato nella Neapolis del 77 d.C., otto anni dopo la salita al trono di Tito Flavio Vespasiano





POMPEI. È stato presentato di recente a Pompei, presso l’archeo-ristorante Caupona, Il Velo di Iside, un romanzo giallo ambientato nell’antica Neapolis, nel 77 d.C., otto anni dopo la salita al trono di Tito Flavio Vespasiano. Durante la cena da Caupona, con i piatti ispirati rigorosamente al cibo degli antichi romani, le letture dal vivo di Adelaide Oliano hanno trasportato i presenti nelle suggestive atmosfere del libro, le cui vicende si svolgono duemila anni fa nel lembo di territorio che va da Napoli ai Campi Flegrei.

Il Velo di Iside è l’ultimo lavoro della scrittrice Fiorella Franchini, pubblicato nel 2018 ed edito da Homo Scrivens edizioni. La storia ambientata, come già detto, a Neapolis nel 77 d.C. narra della sacerdotessa di Iside Cassia Livilla e del navarco della flotta di Miseno, Valerio PollioIsidorus. Tra i due, conosciutisi per caso tra i decumani, scocca la scintilla dell’amore. Un amore che è “corrisposto ma proibito, che nasce con sguardi fugaci e poche frasi scambiate di nascosto” come la stessa autrice afferma nel libro.

Tuttavia è proprio questo amore ad essere il cardine di tutto il romanzo. Infatti, è proprio a Valerio che Livilla, trasferitasi a Puteoli con il gran sacerdote Mazin e la sacerdotessa Adara per organizzare i festeggiamenti del Navigium Isidis, confida di avere ascoltato, per caso, alcuni stranieri intenti a pianificare una strage di Romani. Valerio allora inizia ad indagare, soprattutto sui Giudei fuoriusciti da Israele dopo la distruzione del Tempio, ma senza alcun riscontro.

I festeggiamenti allora hanno inizio e Valerio, che nei giorni precedenti aveva setacciato Puteoli alla ricerca di Livilla, rapita da ignoti malfattori, capisce che l’obiettivo dei Giudei non è la festa, bensì le navi romane pronte a prendere il largo al cospetto dell’imperatore Vespasiano. Egli allora, assieme ai suoi miles, raggiunge la darsena dove viene trafitto da un dardo cadendo, esamine, in mare.

Nella Schola di Miseno il navarco Valerio Pollio Isidorus, ritrovato sulla spiaggia dai suoi uomini, lotta contro la morte, mentre il legato Marcio Filippo Rufino ordina ai soldati di non far parola del complotto fortunosamente sventato. Curato dai suoi medici, il navarco non sa che Livilla è stata rapita dallo stesso Mazin, complice dei giudei, per vendicare l’antica offesa di Marcio Filippo alla sacerdotessa Adara da cui è nata Livilla.

Ella, dunque è al centro dell’odio di due sorelle: Noon, sua madre adottiva, e Adara, la madre naturale. Ferita e imprigionata in una cisterna che viene fatta allagare, Livilla sfugge alla morte e raggiunge il gran sacerdote, ancora confidando nel suo amore. Mazin la soccorre e la cura, ma poi la rinchiude in un tempio a Pausyllipon. Valerio Pollio la cerca inutilmente e, perse le speranze di ritrovarla, parte in missione verso la Britannia. Convinto dai suoi marinai, poco dopo attracca con la sua nave al tempio di Pausyllipon, dove giura amore eterno a Cassia Livilla.

L’opera “Il velo di Iside” per quanto sia frutto della fantasia della sua autrice è allo stesso tempo basata su dati storici. Già verso il 105 a.C., infatti, il culto di Iside, della quale la protagonista Livilla è sacerdotessa, è presente nell’Italia meridionale e a partire dall’ 80 a.C. ritroviamo questo culto a Roma. La flotta: La Classis Misenensis, l’armata navale di cui è navarco Valerio, era la flotta imperiale romana istituita da Augusto intorno al 27 a.C.

Questi tuttavia sono solo alcuni dei dati storici presenti nel libro ma preferiamo evitare di elencarli tutti per lasciarle al lettore del libro il gusto di scovarli tutti. L’autrice è nata a Napoli, dove vive e lavora. Fiorella è una giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano Il Denaro e pubblica con riviste e periodici specializzati, tra cui Arte&arte e Mar dei Sargassi. Per oltre dieci anni è stata direttore editoriale del web magazine Napoli On The Road.

Al romanzo d’esordio L’Orchidea Bianca (Il Girasole, 1995) hanno fatto seguito I Fuggiaschi di Lokrum (Marotta 1998), Nanhai (Il Mezzogiorno editore 2002), I Fuochi di Atrani (Kairòs 2006) per i quali ha ricevuto importanti riconoscimenti in concorsi e premi letterari. Nel 2013 ha pubblicato undici interviste nell’antologia Donna è Anima (Savarese editore); nel 2014 il romanzo storico Korallion (Kairòs edizioni), nel 2018 Il Velo di Iside (edizioni Homo Scrivens). Ha svolto attività di ufficio stampa e lezioni di giornalismo. Oltre ad essere membro di giuria di premi e concorsi letterari, conduce, anche, presentazioni e incontri culturali.



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Alessio Barco

Sono un giornalista pubblicista, ho 20 anni e sono di Torre Annunziata. Studio Giurisprudenza e ho molte passioni, tra cui quella per il giornalismo, nata tra i banchi di scuola fin dalle elementari, quando iniziai a scrivere i miei primi articoli per il giornalino scolastico. Altra passione è quella per la Cultura, in particolare per l’Archeologia, coltivata anch’essa sin da bambino e alimentata attraverso la partecipazione alla vita associativa e culturale della mia città.

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