Giornate dell’Archeologia: a Boscoreale visita al cantiere di restauro di Villa Regina

Nella villa si rinvennero, tra le altre cose, anche un carro da trasporto ed un maialino, di cui fu possibile fare il calco





BOSCOREALE. In occasione delle Giornate dell’archeologia del 14 giugno 2019 sarà possibile visitare il cantiere di restauro di Villa Regina, presso l’Antiquarium di Boscoreale. Le visite al cantiere potranno essere svolte dalle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle 13:00 alle 16:30. I visitatori saranno accolti da un responsabile dell’Impresa Acf Restauri e da un funzionario del Parco Archeologico.

Scoperta nel 1977, a seguito di lavori edilizi, la villa è stata portata in luce con accurate campagne di scavo concluse nel 1980. Il complesso, di piccole dimensioni, è incentrato su una cella vinaria con 18 contenitori fittili (dolia) interrati per la conservazione del mosto, ricavato nel vicino torchio dall’uva prodotta nel vigneto che circondava la villa e di cui è stato ricostruito l’impianto. La capacità complessiva dei dolia era di circa 10.000 litri di vino. L’unico ambiente signorile è il triclinium (sala da pranzo) decorato da pitture di IV stile.

Tra gli oggetti rinvenuti, esposti nell’Antiquarium, si segnalano un’ermetta marmorea di Bacco, proveniente dal larario del portico, numeroso vasellame da mensa e da cucina, alcune lucerne, tra cui una (n. 5), databile al III-IV sec. d.C., che dimostra la frequentazione del sito anche in epoca posteriore all’eruzione del 79 d.C. Nella villa si rinvennero inoltre un carro da trasporto (plaustrum) ed un maialino, di cui fu possibile eseguire il calco, esposto nella prima sala del museo. Diversi eventi legati al naturale degrado dei materiali, le infiltrazioni sulle murature in prossimità degli innesti delle strutture lignee di restauro, la presenza di alcuni nodi strutturali problematici e la carenza di una costante manutenzione, hanno portato al deteriorarsi delle strutture lignee portanti ed alla chiusura al pubblico della villa nel 2010.

Il progetto è nato con l’obiettivo di garantire la messa in sicurezza dell’edificio mirata a rendere possibile la fruizione da parte del pubblico. Preliminarmente alla fase progettuale sono stati eseguiti rilievi di dettaglio tematizzati per le fasi e le tecniche costruttive, i fenomeni di dissesto e le morfologie di degrado. Inoltre sono state condotte analisi di laboratorio dei materiali presenti in situ a supporto delle metodologie di restauro delle superfici di pregio e lo studio geologico del sottosuolo a supporto dell’attività di verifica delle strutture.

Un elemento problematico era rappresentato dalla copertura del quartiere meridionale costituita da tre falde inclinate sfalsate, poste a quota intermedia rispetto agli elevati murari dei primi piani, e poggiate su una struttura in scatolari metallici, con manto di copertura in laterizi. Gli elementi verticali poggiando in parte al suolo ed in parte sulle sommità murarie costituivano un sistema gravante sulle murature e nel contempo, dal punto di vista dell’efficacia, il manto di copertura presentava importanti fenomeni di infiltrazione. Pertanto il progetto ha previsto l’eliminazione della copertura sia per restituire la corretta leggibilità delle volumetrie sia per garantire un corretto smaltimento delle acque.

La nuova copertura, in struttura portante metallica, sarà completamente svincolata dalle strutture esistenti e avrà un’orditura lignea con manto in coppi ed embrici. Tutte le coperture della villa sono oggetto di una profonda revisione, in particolare la copertura del portico è oggetto di un intervento radicale che prevede la rimozione e la successiva ricostruzione delle strutture portanti lignee sulle quali poggerà il manto in tegole e coppi. Laddove necessario per l’irreparabile degrado si interviene con la sostituzione delle strutture lignee con travi e piattabande in legno di castagno, scelto per l’elevata prestazione di questa essenza in ambienti umidi

Per quanto riguarda gli apparati decorativi il progetto prevede interventi conservativi di pulitura, consolidamento con prodotti inorganici e stuccatura su tutte le superfici in intonaco monocromo. I pavimenti in battuto di cocciopesto saranno anch’essi puliti, reintegrati limitatamente alle piccole lacune e consolidati con prodotti a base inorganica per renderli più stabili all’usura da calpestio. Per le superfici pittoriche, presenti in quantità dell’attività di verifica delle strutture limitata rispetto all’estensione degli altri rivestimenti, oltre agli interventi di natura conservativa è prevista anche l’esecuzione degli interventi di presentazione estetica.

Particolare attenzione, inoltre, è stata dedicata al tema della gestione delle acque meteoriche e della difesa dall’umidità delle murature e delle superfici di pregio, proponendo, oltre alla desalinazione dei rivestimenti pittorici e intonacati della fascia inferiore delle murature, anche misure indirette di mitigazione del fenomeno, con l’esecuzione di interventi migliorativi della rete di raccolta e smaltimento delle acque esistente.



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Redazione

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