A Nazareth una vetrata con l’effige della Madonna di Pompei e del beato Bartolo Longo

L’opera donata alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth dall’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme





POMPEI. “In cammino come i nostri Padri nella terra di Gesù di Nazaret”, questo il tema e lo spirito con il quale una rappresentanza della Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Oessg) sta vivendo il pellegrinaggio in Terra Santa, in programma dal 3 al 10 giugno 2019.

Guidati dal Gran Priore della Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Ordine, monsignor Beniamino Depalma, Arcivescovo emerito di Nola, dal Priore della sezione Napoli – Beata Vergine del Rosario dell’Oessg, monsignor Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei, e dal Luogotenente per l’Italia Meridionale Tirrenica dell’Oessg, il Cavaliere di Gran Croce Giovanni Battista Rossi, le dame e i cavalieri stanno non solo pregando nei luoghi santi, in un pellegrinaggio che li sta portando da Nazaret, a Cesarea di Filippo, a Cafarnao, a Betlemme, a Gerusalemme, ma hanno anche portato e donato alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth una vetrata raffigurante la Madonna di Pompei, Bartolo Longo, unico laico dell’Ordine proclamato Beato, e il Santuario che egli stesso ha fondato alla fine dell’Ottocento.

La realizzazione della vetrata, inaugurata solennemente il 4 giugno, è stata affidata a don Battista Marello, autore di numerose opere artistico-liturgiche che si possono ammirare in diverse chiese italiane. L’opera è stata, poi, eseguita dalla ditta “Vetrate artistiche fiorentine” di Francesco Mariani, che collabora con don Marello da anni.

L’idea di realizzare la vetrata è nata durante un precedente pellegrinaggio in Terra Santa della Luogotenenza per l’Italia Meridionale Tirrenica, fatto nell’aprile del 2018. Durante la visita alla Basilica dell’Annunciazione di Nazareth, i cavalieri e le dame dell’Oessg notarono la mancanza, tra i numerosi pannelli raffiguranti la Madonna ed esposti sulle pareti del porticato della Basilica, proprio della Vergine del Rosario di Pompei, venerata in tutto il mondo. Grazie al generoso impegno dei membri della Luogotenenza, che conta 1.014 tra cavalieri, dame ed ecclesiastici, l’opera è stata realizzata e portata in Terra Santa.

Il programma del pellegrinaggio prevede visite e momenti di preghiera nei luoghi santi: la chiesa di San Giuseppe, Cesarea di Filippo, il Monte delle Beatitudini, Cafarnao, il fiume Giordano, la chiesa francescana di Gerico, la Basilica della Natività, la Grotta di San Giuseppe, la Basilica del Getsemani, il Monte degli Ulivi, la Basilica del Santo Sepolcro, il Monte Sion, il Cenacolo.

«Qui a Nazareth, dove con il “sì” di Maria ha avuto inizio la nuova storia dell’umanità, è molto significativa la presenza di un’effige della Madonna di Pompei che, attraverso il Rosario, ci porta a Cristo, centro della nostra fede – ha affermato monsignor Caputo, a margine della inaugurazione –; assieme a quella del nostro fondatore, Bartolo Longo, unico beato laico appartenente all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme». Nel corso della visita, la delegazione incontra anche l’amministratore apostolico di Terra Santa, monsignor Pierbattista Pizzaballa, e il custode, padre Francesco Patton.



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Redazione

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