Castellammare, riapre la mostra “Dal buio alla luce” nella Reggia di Quisisana

Nell’esposizione presenti numerosi oggetti di uso quotidiano e strumenti agricoli, nonché affreschi, stucchi e utensili 





CASTELLAMMARE DI STABIA. Ha riaperto al pubblico, presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, la mostra “Dal buio alla Luce” che espone i reperti provenienti dalle ville dell’antica Stabiae. Nell’esposizione sono presenti numerosi oggetti di uso quotidiano e strumenti agricoli, nonché affreschi, stucchi e vari utensili rinvenuti nelle ville della zona, come un cratere a calice in marmo alabastrino, un portaprofumi in bronzo ed una statuetta marmorea raffigurante un pastore. Particolarmente degno di nota un carro in metallo e legno carbonizzato, rinvenuto nel 1981 nel quartiere rustico di Villa Arianna e restaurato negli anni scorsi. La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile fino al 31 dicembre 2019, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 e alle ore 15.00.

La Reggia di Quisisana, a Castellammare di Stabia, fu costruita nel XIII secolo dai sovrani angioini come luogo di villeggiatura e di cura, ma fu solo con gli interventi condotti da Carlo III di Borbone tra il 1765 e il 1790 che il palazzo assunse l’aspetto attuale. Il complesso, che rispecchiava l’idea del “palazzo di caccia e villeggiatura”, ha una struttura ad elle così da godere da un lato di una splendida vista sul Golfo e dall’altro di essere meglio collegato a Castellammare.

La Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia (Foto P.A. Pompei)

Nel periodo seguente anche il parco venne ammodernato e ingrandito sui modelli del giardino all’inglese con grandi viali, scale, fontane e giochi d’acqua che sfruttavano scenograficamente sia la ricca vegetazione delle pendici del Faito che le sorgenti d’acqua. La fama del Palazzo era tale da attrarre moltissimi viaggiatori e personalità straniere a soggiornare nell’area e il suo splendore è testimoniato dagli acquerelli e dalle incisioni di Hackert e Dahl, nonché dalle vedute della Scuola di Posillipo. Dopo alcuni decenni di abbandono, il palazzo è stato oggetto all’inizio del 2000 di un grande intervento di restauro terminato nel 2009 e che ha restituito l’antico splendore.

Oggi il complesso è al centro di un grande progetto di valorizzazione sotto la direzione del Parco Archeologico di Pompei, che mira a renderlo sede di un museo dedicato alle ricche ville romane di Castellammare di Stabia e dove saranno esposti i magnifici affreschi e i reperti attualmente conservati all’Antiquarium. Il palazzo ospiterà anche un grande deposito visitabile per far entrare il pubblico nel “cuore” del museo stesso e al contempo per ospitare i nuovi reperti delle ricerche scientifiche che sono state riavviate nel territorio. Il sito è di proprietà del Comune di Castellammare di Stabia che ne gestisce la fruizione; le funzioni di tutela sono di competenza del Parco Archeologico di Pompei.



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Redazione

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