Il Santuario di Pompei celebra gli ottanta anni dall’ampliamento del 1939

Una data storica per il tempio mariano, che, secondo tradizione, è commemorata con il rito della discesa del Quadro





POMPEI. Ottant’anni fa, esattamente in questo giorno, avvenne la consacrazione del Santuario di Pompei. Proprio l’ente religioso, dalla pagina Facebook ufficiale, commemora questa particolare ricorrenza. «Il cardinale Luigi Maglione, Segretario di Stato di Sua Santità Pio XII, il 6 maggio 1939, consacrò solennemente l’Altare maggiore e la nuova Basilica tra l’esultanza e la benedizione del popolo».

Quest’iscrizione – fa sapere il Santuario attraverso il noto social network – incisa in una lapide marmorea posta alle spalle del Trono della Madonna nel Santuario di Pompei, ricorda una data storica per il tempio mariano, un giorno che, secondo tradizione, è commemorato con il rito della discesa del Quadro che si svolgerà anche oggi, a due giorni dalla Supplica dell’8 maggio. E quest’anno ricorre un anniversario speciale perché si celebreranno gli ottant’anni dalla consacrazione del Santuario, ampliato e reso ancora più bello per volontà dell’Arcivescovo Antonio Anastasio Rossi, Prelato di Pompei dal 1928 al 1948.

I festeggiamenti, com’è consuetudine nella Città mariana, saranno all’insegna della preghiera: alle ore 18, l’Icona della Madonna del Rosario scenderà sul presbiterio e, dopo la benedizione, avrà inizio la recita del Santo Rosario. Alle ore 19, sarà celebrata la Messa e, al termine, i fedeli assisteranno, ancora pregando, alla chiusura del Quadro. Era il 1933 quando Monsignor Rossi, sulle pagine del numero di luglio-agosto de “Il Rosario e la Nuova Pompei”, dà ai devoti della Madonna un grande annuncio: il Santuario, fondato dall’avvocato Bartolo Longo, sarà ampliato.

La devozione alla Vergine del Rosario è già così estesa che l’antico tempio non riesce ad accogliere i fedeli che accorrono in città, soprattutto nei giorni di festa. Nel medesimo articolo, l’Arcivescovo Rossi ricordava come «lo stesso Longo, assistendo coll’anima esultante al crescente meraviglioso sviluppo del Santuario, più volte aveva dovuto esclamare: “Se tanto avessi previsto, avrei fatto un tempio come San Pietro di Roma”». Quello di Rossi è un atto di coraggio.

Non aveva mezzi e si era in un tempo di crisi, molto complicato dal punto di vista economico, ma si affida alla Provvidenza e alla generosità dei fedeli, dando egli stesso il buon esempio, iniziando personalmente la sottoscrizione con una prima offerta di 5.000 lire. La sua fiducia è ricompensata. Poco meno di sei anni dopo, il 6 maggio 1939, il cardinale Maglione, originario di Casoria, inaugurava un Santuario profondamente rinnovato: l’abside è meravigliosa, con gli affreschi dell’Assunzione della Vergine e le glorie del Rosario e con i mosaici dedicati ai simboli cristiani e alle donne dell’Antico Testamento che hanno raffigurato la Madre di Dio.

Le pareti sono rivestite di marmi e, intorno, sono cinque piccole absidi, al centro della crociera è la cupola che poggia su grandi pilastri marmorei e, agli affreschi di cui è decorata, si aggiunge un’inscrizione sotto il cornicione. Parole tratte dalla Sacra Scrittura, che cantano la grandezza di Maria Santissima. «In me gratia omnis viae et veritatis, in me omnis spes vitae et virtutis».

E cioè, nella traduzione dal latino: «In me ogni grazia di via e di verità, in me ogni speranza di vita e di virtù». Al di là della bellezza, è soprattutto la funzionalità e la grandezza del Santuario, davvero monumentale, a rendersi evidente. I fedeli possono ora visitare e pregare in una casa di Maria davvero ampia ed accogliente. Una casa bella ed amata, che ha però bisogno di continua cura. La generosità di tanti sta sostenendo in questi anni un grande e minuzioso lavoro di restauro, peraltro ancora in corso.



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Redazione

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