Il rilancio dell’Orto Botanico di Pompei: i reperti allo studio nel Laboratorio di Ricerche Applicate

Una squadra interdisciplinare di esperti lavora per disegnare un quadro scientifico-ambientale della Pompei antica





POMPEI. Le conoscenze che arrivano dall’archeobotanica diventeranno fattore di valorizzazione turistica col rilancio dell’Orto Botanico del Parco Archeologico di Pompei della domus di via dell’Abbondanza. Sempre nuove scoperte arrivano grazie all’attività del Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei, convenzionato con 20 Istituti di ricerca e Dipartimenti italiani e stranieri e dotato di strumenti tecnologicamente avanzati. La sua azione serve alla tutela del patrimonio archeologico e per interventi di tutela delle strutture antiche a cui s’accompagna la conoscenza degli aspetti naturalistici del territorio vesuviano e dell’uso delle risorse naturali nel 79 d.C. (anno della distruzione di Pompei).

In due camere climatizzate del Laboratorio di Ricerche Applicate sono custoditi 3.500 reperti antropologici, botanici, mineralogici, paleontologici, petrologici e zoologici, tessuti e legni archeologici. Formano un patrimonio unico al mondo. Una squadra di esperti in archeobotanica, archeozoologia, antropologia, geologia lavorano su base interdisciplinare al fine di disegnare un quadro scientifico-ambientale complessivo relativo alla vita della Pompei antica.

Sulla pagina Facebook ufficiale del Parco Archeologico di Pompei sono riportate le considerazioni di Chiara Comegna, archeobotanica del Laboratorio di Ricerche Applicate, che descrive l’attività di analisi e classificazione sui reperti naturali trovati carbonizzati nel Parco. Si tratta di pasti sacri per le divinità, ma anche di alimenti carbonizzati, semi, piante e materiali da costruzione come il legno. Il Laboratorio di Ricerche Applicate, nato nel 1994, opera nella ricerca scientifica e nella tutela del patrimonio archeologico. Un capitolo speciale riguarda l’archeobotanica, che ha l’obiettivo di impiantare vigneti e giardini simili a quelli dell’antica Pompei.

Ad essa è collegata l’istituzione dell’Orto Botanico impiantato in una domus della Regio VIII, riaperta al pubblico nel 2016 con parte residenziale nell’area nord-orientale, mentre nel grande giardino a sud si trova l’Orto Botanico, da cui la casa prende il nome. L’Orto Botanico, curato dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archologico di Pompei è grande oltre 800 mq., diviso per tematiche e specie botaniche che venivano coltivate nella città antica: alberi da frutta, piante sacre, medicinali, tessili e ortaggi.

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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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