Presentata a Vinitaly la nuova etichetta di Vini Sorrentino: Benita ’31, caprettone a piede franco

Vesuvio e vino: gusto e cultura per il lungo weekend pasquale, con visite guidate in vigna e pranzo con i sapori tipici

BOSCOTRECASE. Al Vinitaly 2019, Sorrentino Vini ha presentato una nuova etichetta a battesimo riferita alla produzione di un vitigno autoctono del territorio che afferma il privilegio di essere messa a bella vista tra le proposte di prestigio della Casa. Vitigno Benita ’31 è formato da Caprettone in purezza a piede franco. Si tratta di un vitigno a bacca bianca coltivato in Campania principalmente nell’area Vesuviana che è stato a lungo assimilato al più noto Coda di Volpe Bianca, della quale si pensava fosse un semplice biotipo.

Il Caprettone, chiamato comunemente il “vino del contadino” è coltivato esclusivamente nel territorio situato alle pendici del Vesuvio e rientra, in piccole percentuali, nell’assemblaggio della Doc Vesuvio Lacryma Christi. Benita ’31 ricorda la nonna Benita, è di gusto graffiante, minerale e con una nota di muschio e di una bella freschezza.

«Una degustazione tutta da  scoprire e raccontare – dice a proposito Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale dell’associazione Donne del Vino – capace di mostrare il grande talento della nuova generazione dell’enologia italiana. Sono vini di professioniste – sottolinea la presidente – sotto i 40 anni di età, nati in zone molto diverse d’Italia, che mostrano le scelte certamente coraggiose di giovani donne che puntano decisamente in alto, tanto da creare autentiche nuove tendenze, in alcuni casi vere e proprie rivelazioni che hanno raggiunto il successo».

Ian D’Agata ha presentato le otto giovani donne per 8 vini diversi, di regioni diverse, in rappresentanza dei più di 500 vitigni autoctoni riconosciuti in Italia, caratteristici della peculiarità dei diversi territori. Tra questi, unica novità della Campania al Vinitaly del 2019 è rappresentato da Benita 31, Caprettone in purezza a piede franco.




Una gloriosa tradizione familiare nella produzione del vino del Vesuvio che vanta passione e impegno di tre generazioni e che ha introdotto l’innovazione produttiva nel pieno rispetto delle regole e delle tecniche radicate nella nobile tradizione del vino dell’antica Pompei, affermatasi in tutto il Mediterraneo e rafforzata dai protocolli di tutela della biodiversità del Parco Nazionale del Vesuvio.

I riconoscimenti e gli attestati ufficiali nelle presentazioni dei prodotti alle fiere internazionali (ultima quella del Vinitaly che ha chiuso i battenti da pochi giorni) sono solo una parte delle eccellenze che rendono inconfondibili i vini del Vesuvio insieme agli altri prodotti vesuviani, che si avvalgono dell’eccezionalità del suolo vulcanico. Tutti i fondi che formano i vigneti della Sorrentino Vini sono posizionati sul versante a sud-ovest e pertanto arricchiti dei minerali delle colate laviche secolari, raggiungendo un livello eccezionale di fertilità, coniugata all’elevata porosità e drenaggio dei suoli.

Premessa necessaria per la conservazione autentica della cultura delle viti a piede franco che danno una marcia in più al vino biologico prodotto dalla Sorrentini Vini. La primavera, poi, è una stagione ideale per visitare il risultato di un’esperienza umana e produttiva eccezionale nel mondo del vino. L’occasione per un wine tour insieme alla visita della tenuta Sorrentino, esemplare per la produzione biologica a ciclo completo di frutta e ortaggi.

A questo punto sorge spontanea una domanda: a Pasqua e a Pasquetta dove vai? Una domanda che ricorre frequente in questi giorni: la Sorrentino Vini offre una soluzione allettante per le famiglie, le comitive, le coppie, gli innamorati della natura e soprattutto del vino: “Scegli di trascorrere con noi la tua Pasqua”. Il 21 aprile 2019 organizza visite guidate in vigna e il pranzo pasquale con i sapori tipici della terra vesuviana. Dalle ore 12 alle 13 sarà possibile prenotare anche il piacevole tour in vigna. Info e menù su www.sorrentinovini.com. (Foto: Sorrentino Vini).



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Mario Cardone

Giornalista, economista ed ex bancario, ha una moglie, una figlia e quattro gatti; ex socialista ex sindacalista Cgil

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