Alberto Angela torna in tv con Meraviglie: si immerge nelle acque di Baia, la città sommersa

In età imperiale, anche molti imperatori scelsero Baia come luogo di villeggiatura: la città però seguì le sorti dell’Impero

POZZUOLI. Torna in prima serata uno dei programmi più seguiti di Rai Uno: “Meraviglie – La Penisola dei Tesori” condotto con grande successo da Alberto Angela. L’amato conduttore, percorrerà il Bel Paese in lungo e in largo, svelandoci qualche anteprima della sua prossima meta che apparirà nella prima puntata. Assieme alla troupe Rai, Angela si immergerà nelle ricche acque di Baia, non distante da Pozzuoli, alla scoperta della storia del luogo e delle meraviglie subacquee che sono conservate nei fondali.

«Non vi nascondo l’emozione – ha detto il popolare volto televisivo – di trovarsi tra i resti delle ville dei potenti di allora, avvolti da alghe e concrezioni. Certo non ci sono edifici intatti ma solo i resti delle loro mura. Tuttavia potete immaginare la sensazione che si prova nel pinneggiare nel silenzio del mare, tra strade, botteghe o terme romane, ammirando persino i resti di un ninfeo dove gli imperatori banchettavano. Un luogo impreziosito da statue (ora conservate in museo) le cui copie sembrano figure addormentate nella nebbia del tempo. Straordinari sono i mosaici che emergono dalla sabbia che li ha ricoperti e protetti per secoli, offrendoli poi allo studio degli archeologi e alle cure dei restauratori. È un sito unico al mondo. Un vero gioiello del nostro patrimonio. Vorrei condividere con voi quest’emozione che rimarrà a lungo scolpita nella mia memoria. Una delle tante che vi offriremo a Meraviglie».

La storia di Baia risale a tempi ben precedenti la colonizzazione greca. Molti sono i ritrovamenti sui fondali di ancore litiche datate tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’Età del Ferro. Con la fondazione di Cuma e i successivi eventi legati alla storia della Campania, Baia entrò a far parte del suo territorio e della sua egemonia. La sua storia, successivamente, si legò  indissolubilmente alla città di Roma: qui infatti, già in epoca tardo repubblicana, gli aristocratici  si facevano costruire fastose residenze, attratti dal clima mite della costa e soprattutto dalle acque termali.

In età imperiale, anche molti imperatori scelsero Baia come luogo di villeggiatura. Augusto non amò molto questi luoghi e il suo successore Tiberio preferì di gran lunga Capri, molto più appartata e meno caotica. Ma altri imperatori, così come molti personaggi illustri, citati dalle fonti antiche, frequentarono volentieri la regio baiana. Marcello la scelse per cercare di curare i suoi malanni, Caligola per celebrare la sua divinizzazione, tanto che si fece costruire un ponte di barche che traversava tutta la rada per galopparci con addosso le armi di Alessandro.

Claudio lo frequentò assiduamente e Nerone addirittura aveva grandi progetti per questi luoghi, come quello che avrebbe dovuto convogliare tutte le acque termali in un grande bacino unendo Miseno all’Averno. Ma Baia fu anche il luogo dove venne uccisa Agrippina, la madre dell’imperatore, sentita ormai come un enorme ostacolo alle sue scelte politiche e private. Con i Flavi l’ambiente di Baia tornò ad essere austero, ma è con Domiziano che il sito venne riportato alle sue celebri dissolutezze. Baia fu allora all’apice della sua fama, che ritornò appieno nel III secolo d.C. con Alessandro Severo, il quale vi fece erigere una lussuosa residenza imperiale per la madre Giulia Mamea.

La fortuna di Baia fu comunque legata a quella dell’Impero e nel momento della sua decaduta anche le zone flegree inevitabilmente caddero in miseria. Le guerre gotiche prima e il bradisismo in seguito, portarono al definitivo abbandono dell’area. Tra il VII e l’VIII secolo buona parte della città era completamente sommersa. L’appuntamento con Alberto Angela che ci descriverà il fascino di questi luoghi è per il 12 marzo 2019 alle 21.25 su Rai Uno, con quattro puntate speciali in giro per l’Italia a raccontare le “Meraviglie” che tanto ci rendono famosi nel mondo. (Foto: Barbara Ledda).

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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell'Università di Messina. È anche redattrice e social media manager per la rivista di archeologia Mediterraneoantico.it e collaboratrice per la testata giornalistica Tempi.

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