Amarcord: Pompei e la grande nevicata del 1956

Un’eccezionale ondata di gelo colpì l’Italia nel febbraio di quell’anno: il termometro fece registrare la temperatura di -4°C

POMPEI. Tutti, almeno una volta, avranno sentito parlare dell’eccezionale ondata di freddo che colpì l’Italia nel febbraio del 1956. Quell’inverno è raccontato dai nostri nonni come uno dei più freddi della storia. Non a caso rimase impresso nella memoria degli italiani come “l’anno della grande nevicata” e il cantante Franco Califano ne scrisse addirittura una canzone dal titolo “La nevicata del ‘56” interpretata dalla grande Mia Martini.

La fase critica della perturbazione nevosa iniziò il primo e il secondo giorno di febbraio. La bufera di neve interessò tutto il nord Italia, con particolare violenza in Toscana ed in Emilia Romagna, in seguito la perturbazione raggiunse Roma per poi trovare la sua massima potenza nelle regioni del sud, Campania, Puglia e Calabria dove 180 Comuni rimasero isolati per più di 10 giorni e viveri e medicinali vennero paracadutati dall’alto.

Anche Pompei fu interessata dalla nevicata e la foto riprodotta in pagina sicuramente ne è una testimonianza storica, in quanto è la foto della piazza antistante la Basilica, oggi “piazza Bartolo Longo” così come si presentava durante la massima espansione della perturbazione. Il termometro fece registrare la temperatura di -4°C e dalla foto si vedono i giardini della piazza (all’epoca ancora in fase di sistemazione, infatti i lavori furono eseguiti e ultimati dalla ditta Ales il 10 novembre 1962, giorno precedente all’inaugurazione del monumento a Bartolo Longo) completamente imbiancati.

In lontananza si scorgono le sagome della Casa del Pellegrino e di palazzo de Fusco che, a causa della bufera che imperversa, a malapena si vedono: è un paesaggio surreale, somigliante quasi ad una località sciistica del nord Italia. Dalla foto, scattata dal primo piano di palazzo Iozzino, si vedono i cavi della filovia, che sostituì il tram nel gennaio del 1952. Inoltre si possono osservare una corriera e un’auto mentre attraversano la via Provinciale, che all’epoca passava proprio davanti al Santuario (ma che a 9 anni di distanza, nel 1965, lascerà il posto all’attuale piazza Bartolo Longo: infatti fu deviata la Statale 18 creando così, davanti alla Basilica, una vasta zona di silenzio naturale).

Nell’immagine si nota anche un venditore ambulante che con fatica cerca di trasportare la sua “bancarella”, uno dei tipici banchi mobili per la vendita che fino a qualche decennio fa erano una colorata e pittoresca caratteristica del centro di Pompei. Probabilmente cerca di metterla al riparo, insieme ai souvenir che vi erano contenuti, dalla tormenta di neve e dal gelo. Completa la foto della Grande Nevicata del ’56 qualche passante che in tutta fretta attraversa con ombrello alla mano.

Luigi Ametrano

Luigi Ametrano

Imprenditore alberghiero con la passione per la scrittura e la storia recente di Pompei

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