Nel libro di Angelo Scelzo il ruolo di Pompei nella nascita dell’edizione meridionale di Avvenire

Nel volume, edito da Edizioni Santuario di Pompei, l’autore ricorda la nascita dell’edizione meridionale di “Avvenire”

POMPEI. È stato presentato il 19 gennaio 2019, nella Sala Marianna De Fusco del Santuario, “La questione meridionale del Quotidiano cattolico. Avvenire. Cronache del Sud (e anche un po’ di storia)”, il libro che Angelo Scelzo, direttore de Il Rosario e la Nuova Pompei e già vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede, ha scritto in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. Nel volume, edito da Edizioni Santuario di Pompei, l’autore ricorda la nascita dell’edizione meridionale di “Avvenire” e ne ripercorre il cammino fino alla sua evoluzione in un quotidiano capace di avere non solo uno sguardo complessivo sulla realtà nazionale ma di saper osservare, da vicino, le singole realtà locali.

Nelle pagine della pubblicazione si ripercorre il tratto di strada compiuto negli Settanta dal quotidiano cattolico verso il Sud, che era stampata proprio a Pompei, nella tipografia voluta dal Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario. A sottolineare la presenza di attività imprenditoriali all’avanguardia nella nascente città mariana, capitale dell’accoglienza e della carità, e dunque la scelta non casuale di stampare lì l’edizione sud del quotidiano, è stato l’Arcivescovo, Mons. Tommaso Caputo, al quale ha fatto eco il sindaco, Pietro Amitrano, speranzoso che quel Sud imprenditoriale degli anni ’70 possa ritornare ad essere fiorente come un tempo.

«Nell’opera – ha spiegato Armando Lamberti, docente di diritto costituzionale all’Università degli Studi di Salerno – vi è un continuo intreccio tra storia e cronaca. La storia di Avvenire si unisce a quella della Chiesa e del Paese». Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, analizzando il mutamento dei tempi rispetto alla comunicazione ha sottolineato come il libro di Scelzo sia strumento per trovare, nella memoria, indicazioni per il futuro: «I giornali sono in crisi, le televisioni vivono la concorrenza dell’on demand, i social sono strumento per conoscere e divertirsi, ma anche per disconoscere. La Rete corre il rischio di cancellare relazioni già fragili, di portare alla negazione dell’altro. Dobbiamo uscire dal mondo virtuale, riportando le persone alla realtà».

Massimo Franco, notista politico del Corriere della Sera, ha ricordato la scelta “di grande lucidità strategica” di Paolo VI, il Papa che volle l’edizione meridionale del quotidiano cattolico, che ancora oggi appare controcorrente in un contesto generale complesso: «Viviamo nella società della rissa – ha detto – in cui nessuno ascolta gli altri. La Rete crea una finta democrazia informatica. Le informazioni sono autoreferenziali e senza verifiche e questo si riverbera sulla democrazia e sulla sua tenuta».

L’importanza del Mezzogiorno d’Italia è stata messa in rilievo da Marco Tarquinio, direttore di Avvenire. «Oggi non abbiamo più redazioni al Sud, ma abbiamo una grande rete di persone. Senza le persone non si sarebbe mai realizzata questa grande impresa. Avvenire è un giornale “glocal”. La grande sfida è stata proprio unire il globale e il locale insieme avendo uno sguardo aperto al mondo. Da Milano, dove ha sede il giornale, il Sud si vede bene con l’aiuto di chi è nel territorio». Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, si è soffermato sulla definizione di “Pompei capitale”, utilizzata da Scelzo. «Lo è davvero – ha sostenuto – per il mondo cattolico, per l’archeologia, per il giornalismo».


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Redazione

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