Carote, zucche, carciofi e faraona nel nuovo menù antico di Caupona

Sono i sapori “antichi” pensati per chi intende calarsi anche con il palato nell’atmosfera di una locanda pompeiana

POMPEI. Prodotti della terra tipicamente autunnali e invernali, preparati secondo ricette ispirate all’antica cucina di Apicio. Sono le caratteristiche del nuovo menù “antico” di Caupona, il primo ristorante archeo-eperienziale di Pompei. Lanciate già a fine novembre, le portate appositamente elaborate dal resident chef Giovanni Elefante, hanno l’obiettivo di valorizzare quei prodotti del territorio campano conosciuti già dagli antichi pompeiani e ancora oggi tanto apprezzati.

Carota, zucca, carciofo, oltre alle carni di gallina faraona e di maiale, sono dunque i nuovi sapori “antichi” aggiunti al menù pensato per chi intende calarsi completamente, anche attraverso il palato, nell’atmosfera suggestiva di una tipica locanda pompeiana di duemila anni fa. La carota, chiamata anticamente “daucus carota”, era una radice molto conosciuta e apprezzata nella cucina dell’antica Roma, tanto da essere utilizzata in tante ricette. Quella più comune, prevedeva una frittura di carote aromatizzate poi con una salsa al vino. Della zucca (cocurbitas), invece, non si buttava via niente: una volta svuotata del contenuto, utilizzato in piatti molto gustosi, essa veniva usata addirittura come contenitore per il sale o come ciotola per mangiare.

Anche il carciofo (cynara scolymus) è stato uno dei protagonisti dell’antica tavola romana (e quindi pompeiana) grazie al suo particolare sapore dolceamaro che si adatta a tantissimi piatti. Tra le carni, erano molto apprezzate quelle della gallina faraona (numida meleagris), considerata una portata prelibata e perciò consumata solo dalle classi nobili, e quelle del maiale (porcus): quest’ultimo era più diffuso ma altrettanto gradito per la sua carne tenera e gustosa. Questi gli ingredienti principali del nuovo menù di Caupona, impiegati in piatti tutti da scoprire.

Caupona (a Pompei, in via Masseria Curato 2) è il primo ristorante archeo-esperienziale ispirato alla città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., dove mangiare diventa un’immersione negli usi e nei costumi della Pompei antica. Cibi e bevande, ispirati alle ricette di autori del passato come Apicio, Columella, Trimalcione, sono serviti in piatti e coppe di terracotta da personale in abiti d’epoca, per rendere l’esperienza ancora più unica e coinvolgente.

Tutto è stato studiato per riprodurre, nei minimi particolari, le caratteristiche di una locanda e di una casa di epoca romana. L’accogliente giardino si rifà a quello di una domus, con una fontana zampillante circondata da cipressi, viti, rosmarino, aranci e limoni; sulle pareti campeggiano prezziari (in assi e sesterzi), graffiti e scritte elettorali che ricalcano quelle di una tipica osteria pompeiana. L’interno riprende il Termopolio di Vetuzio Placido e la bellissima Domus di Marco Lucrezio Frontone. Info: www.caupona.it 

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Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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