Prodotti tipici e servizi turistici, ecco i 4 progetti pronti a partire: il futuro di Civita Giuliana è già qui

Vino, limoncello, agriturismo ed eventi culturali: ecco le proposte delle aziende pioniere per un turismo eco-sostenibile

POMPEI. Il vino di Pompei Civita, il limoncello di Pompei Civita, accoglienza turistica in una fattoria didattica, uno spazio per eventi a pochi passi dalla città antica. Insomma prodotti tipici e servizi turistici. Ma non si tratta di progetti futuristici, perché un primo lotto del progetto di Parco archeologico agricolo sperimentale di Civita Giuliana, quello portato avanti dai privati, nei fatti è già partito: quattro aziende che rappresentano solo una parte dell’intervento privato, hanno già investito sulla contrada di Civita, per offrire servizi qualificati nell’ambito di un progetto complessivo di turismo “green” e sostenibile, legato alle specificità (naturali ed archeologiche) del territorio.

Ecco, dunque, che mentre è già possibile soggiornare in un’area immersa nel verde (Villa Julia), cui presto si aggiungerà una fattoria didattica, l’obiettivo delle altre aziende “pioniere” è di portare nell’area in tempi brevi la possibilità di degustare il vino tipico di “Pompei Civita”, prodotto con criteri di eco-sostenibilità, degustato in un casale dell’Ottocento appositamente ristrutturato; o, ancora, la possibilità di degustare il limoncello tipico di “Pompei Civita” con l’utilizzo dei limoni prodotti sul posto (già impiantati in circa 500 piante) e con l’impiego di nuove tecnologie. E inoltre la zona sarà in breve dotata di uno spazio per eventi culturali e culinari nella sede dell’ex Quo vadis, già in passato frequentatissimo e ricercato locale. Insomma, il futuro di Civita Giuliana è già qui.

Degustare il vino di Pompei Civita in una masseria del XIX secolo
Impiantare vitigni e far degustare un vino autoctono dal nome evocativo, vino “di Pompei Civita”, in un’autentica masseria del XIX secolo, costruzione tipica della campagna pompeiana e vesuviana dell’epoca, ristrutturata e adibita a luogo di degustazione. Il progetto, del valore di circa 350 mila euro, promosso e finanziato interamente con risorse private, è pronto a partire. Incluso nell’ambito del recupero ambientale  e nella valorizzazione del patrimonio culturale, il progetto enologico e gastronomico, ispirato alla valorizzazione dell’agricoltura vesuviana, consiste quindi nel restauro e nel recupero di un antico fabbricato rurale abbandonato, di superficie pari a circa 200 mq., con annesso fondo agricolo di 15.000 mq.

La costruzione, malgrado sia abbandonata da anni, è molto suggestiva: si tratta di un tipico esempio di piccola architettura rurale ottocentesca dell’area vesuviana, collegato – fino a 30 anni or sono – ad una fiorente attività agricola per la coltivazione della vite e per la produzione del vino. Attualmente, però, il fondo, immerso nella splendida area collinare di Civita Giuliana, è completamente abbandonato ed incolto. I proprietari (la famiglia Rosmarino) intendono recuperare il bellissimo manufatto e adibirlo a punto di degustazione del vino di Pompei Civita da produrre nell’annesso podere impiantando nuovi vigneti con accorgimenti tecnici ispirati ad un’agricoltura sostenibile.

Agricoltura e turismo, la fattoria didattica con vista Vesuvio
Uno dei progetti privati più interessanti incluso nel concetto di Parco Archeologico Agricolo Sperimentale, riguarda la creazione di una fattoria didattica da associare ad un’attività di accoglienza turistica e agriturismo archeologico, Villa Julia, che da qualche tempo è già attiva in Civita Giuliana. Il progetto, in parte già avviato (ma solo per quanto riguarda la parte ricettiva), del valore di circa 400 mila euro sarà autofinanziato ed è promosso dall’imprenditore Pasquale Lauro; prevede la realizzazione di una fattoria didattica in aggiunta ad una struttura adibita attualmente ad affittacamere regolarmente autorizzata e funzionante da circa 5 anni. Il fondo interessato ha una superficie di circa 10.000 mq. e gode di una vista panoramica mozzafiato dominata dalla presenza maestosa del Vesuvio, che sembra potersi sfiorare con un dito.

La fattoria didattica è una tipologia di azienda agricola che si sta diffondendo molto rapidamente negli ultimi anni, grazie all’interesse che suscita nel pubblico per la presenza dei tipici animali da fattoria, elementi che sono quasi completamente scomparsi dalle nostre campagne. Nella fattoria didattica, in modo particolare, gli spazi e le coltivazioni vengono dedicati alle visite e ai soggiorni di gruppi di giovani e giovanissimi, o anche di famiglie, con l’obiettivo di far conoscere loro la vita di campagna nella sua più ampia accezione. Un’attività che si integra perfettamente con l’obiettivo di valorizzare la biodiversità di Civita Giuliana e con le finalità sperimentali del Parco archeologico agricolo, in cui le esperienze e le attività emozionali da vivere in prima persona saranno al centro dell’offerta turistica qualificata.

Terzo progetto. Limoncello di Civita, il progetto del liquore “made in Pompei”
Gli agrumi sono tra le produzioni tipiche del territorio di Pompei e in particolare del fertile fazzoletto di terra di Civita Giuliana, situato tra le pendici del Vesuvio e l’area settentrionale della città antica. Tra i progetti di valorizzazione territoriale della zona, da realizzarsi nell’ambito del Parco archeologico agricolo sperimentale, c’è anche la produzione del limoncello “Pompei Civita”: un “fine pasto” gradevole e aromatico tipico della tradizione culinaria italiana; un tipo di liquore, insomma, ormai molto conosciuto e apprezzato ovunque, che però porterà con sé la specificità di essere stato prodotto sul terreno pompeiano, in una delle contrade più antiche della zona. A tal fine è previsto un impianto di limoneti con recupero di un manufatto rurale da adibire a punto di degustazione.

Il progetto s’inscrive ovviamente nelle finalità del recupero ambientale della zona e nella valorizzazione del patrimonio alimentare e culturale dei luoghi interessati. Nel dettaglio, il progetto – che richiede un investimento stimato di circa 300 mila euro, interamente autofinanziato – prevede il recupero di un vecchio manufatto rurale abbandonato, collegato ad un ampio fondo agricolo di circa 23.000 mq. già tutto impiantato con circa 520 piante di limoni di diverse varietà. I promotori dell’attività d’impresa, sotto la guida di Graziella Di Capua, intendono recuperare il manufatto rurale e adibirlo a punto di produzione e degustazione del “limoncello di Pompei Civita”, che si presenterà come un prodotto tipico del luogo, realizzato con l’utilizzo dei limoni ivi prodotti e con l’impiego di tecnologie  di avanguardia.

Ricevimenti ed eventi culturali all’ombra del Vesuvio
Quo vadis? È l’espressione latina che significa “dove vai?” e il nome di un altro dei progetti privati del consorzio di imprese. E il nome, che sembra quasi un invito a rimanere in questi ameni luoghi immersi nel verde, sembra proprio adatto al progetto di recupero del complesso destinato a ristorazione ed eventi, denominato appunto “Quo vadis” appartenente alla famiglia Sabbatino: situato in una posizione privilegiata dalla collina di Civita, da qui si domina il paesaggio alle falde del Vesuvio. L’iniziativa prevede quindi la ristrutturazione, l’ammodernamento ed il riuso di una struttura con una location unica, a poche centinaia di metri da Porta Vesuvio, molto nota nel comprensorio proprio perché già adibita a ristorazione ed eventi, almeno fino all’anno 2000.

Oggi la struttura appare trascurata perché poco frequentata dagli utenti in quanto ritenuta troppo isolata dal centro della città. L’obiettivo è riportarla alla bellezza di un tempo e il progetto (del valore di circa 450 mila euro, finanziato da risorse private) prevede di dar vita ad un elegante punto di ristoro per i visitatori degli Scavi, nonché all’uso degli spazi esterni per eventi culturali connessi alle tradizioni pompeiane. La superficie del complesso è pari a ben 7.700 mq. distribuita tra piano seminterrato e piano rialzato, scala e roof garden, casa del custode, aree esterne e piscina.

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Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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