Pompei, l’ipotesi di un Parco sperimentale a Civita Giuliana per vivere un giorno da “antico romano”

La riproduzione di Domus, edifici e colture per un turismo esperienziale ispirato al fascino della Pompei antica

POMPEI. Molteplici sono gli obiettivi di riqualificazione turistica che si potrebbero  perseguire attraverso la realizzazione del Parco Archeologico Agricolo Sperimentale nella zona a nord di Pompei, proprio in prossimità dell’area che delimita il sito archeologico da Civita Giuliana. Sotto il profilo progettuale, il Parco prevede la possibilità di far rivivere un giorno da “antico romano” a chi, tra i milioni di turisti che ogni anno visitano gli scavi di Pompei, volesse sperimentare i gusti di duemila anni fa assaporando il vino addolcito con il miele, in un termopolio simile a quello visitato il giorno prima o pernottando in una Domus fedelmente ricostruita, fantasticando su atmosfere sensuali o sui rituali presenti all’interno di Villa dei Misteri, oppure ancora assistendo alla colorazione delle stoffe in una piccola fullonica.

Nel progetto si immagina che il Foro, le Domus e le terme potrebbero essere riprodotte in prossimità della loro reale collocazione storico – geografica, ma al di fuori del perimetro della città antica. La denominazione del Parco è, quindi, già abbastanza esaustiva delle sue funzioni: “Archeologico, in quanto la presenza di evidenze antiche anche nell’area nord – est di Pompei rappresenta un aspetto caratterizzante”; “Agricolo, in quanto l’area rappresenta un eccezionale terreno di applicazione del tema dei parchi agricoli e naturalistici” e, infine, “Sperimentale, in quanto il luogo e il progetto si prestano ad essere caratterizzati, di volta in volta, da iniziative innovative in grado di sviluppare la conoscenza dell’antico, inteso anche come usi e costumi”.

Il perimetro ipotizzato per il Parco Archeologico Agricolo Sperimentale è in definitiva delimitato a sud dalle mura della Pompei antica, comprendendo le aree extra – moenia di proprietà demaniale; a nord dal confine con Boscoreale, includendo la masseria Grotta e l’incrocio tra gli assi storici via Giuliana e via Grotta Parrelle. Ad est ed ovest il Parco escluderebbe quelle aree nelle quali sono più evidenti i fenomeni di urbanizzazione, tendendo prevalentemente a comprendere le parti del territorio che manifestano ancora una vocazione prettamente agricola. L’obiettivo del progetto è quindi di partire dai pochi, ma incisivi, elementi e segni del territorio, per poter mettere in campo una strategia di valorizzazione e sviluppo sostenibile dell’area. Naturalmente la realizzazione del progetto presuppone la presenza di alcune condizioni indispensabili dal punto di vista logistico e delle infrastrutture.

La vicinanza al sito archeologico rende Civita Giuliana (che è parte integrante del Parco) un punto di riferimento per un turismo, sostenibile e fortemente legato all’escursionismo Vesuviano. Si tratta di potenzialità che potrebbero essere innescate a partire dalla realizzazione di un nuovo accesso agli Scavi da Porta Vesuvio e dalla riqualificazione del percorso panoramico, che conduce da un lato a Villa dei Misteri e, dal lato opposto, a Porta Nola, in una condizione molto particolare, nella quale il paesaggio agricolo si intreccia con quello archeologico.

Il progetto, inoltre, presuppone il potenziamento del sistema connettivo carrabile e ciclo pedonale, anche attraverso l’ipotesi dell’apertura della nuova stazione della Circumvesuviana (o della riapertura della preesistente); la valorizzazione del territorio agricolo attraverso il ripristino delle colture tradizionali dei luoghi; la creazione di poli ludico-sportivi connessi; la riqualificazione e la valorizzazione dei nuclei storici di Civita Giuliana e Masseria Grotta; la reintegrazione nel sistema di aree produttive inutilizzate o sottoutilizzate attraverso l’introduzione di nuove funzioni legate ad uno sviluppo turistico – ricettivo sostenibile; la creazione di un Centro di Ricerca connesso al sistema formativo che organizzi attività in accordo con il Parco Archeologico, quali la pulizia del sito, lo scavo e il restauro/pulitura dei reperti; il rilancio ed il potenziamento delle attività economiche attraverso la localizzazione di funzioni ricettive, di accoglienza e di ristoro.

L’obiettivo è, in definitiva, di “ricostruire”, in senso contemporaneo, e quindi con grande attenzione alle differenze, “l’ambiente” dell’antica Pompei sotto due punti di vista. Il primo è quello di ricostruire la vita agricola di Pompei, attraverso la riproposizione delle colture agrarie tipiche già in uso presso gli antichi romani e dei prodotti enogastronomici da essa derivati; il secondo, invece, è voler ricostruire alcuni ambienti urbani (ad esempio il Foro, una Domus, le Terme) in prossimità della loro reale collocazione ma al di fuori del perimetro di tutela degli scavi, con l’ausilio di tecnologie innovative e sostenibili. Insomma, l’idea progettuale prevede un autentico parco tematico ma suddiviso su più livelli di esperienza, per andare incontro alle diverse possibili aspettative del turista desideroso di sperimentare la vita quotidiana nell’antica Pompei.


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Redazione

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