Da Pompei al palco di X Factor, l’ascesa dei Kafka sui Pattini: «Presto una tournée in tutta Italia»

La band, nata a Pompei appena quattro anni fa, si è fatta valere durante le selezioni del celebre talent-show targato Sky

POMPEI. Come si arriva dal PompeiLab al palco di X Factor? Lo abbiamo chiesto a Marco Brunasso, frontman dei “Kafka sui Pattini”. La sua band – nata a Pompei nel 2014 – si è fatta valere durante le selezioni del celebre talent-show targato Sky. Ecco cosa ci ha raccontato Marco.

Com’è nata l’idea di partecipare a X Factor?
«In realtà l’idea non è nata. Siamo stati contattati da un talent scout: mi chiamò una mattina ed io gli staccai il telefono in faccia pensando fosse uno scherzo. Quando mi ricontattò alcune ore dopo ci invitò a un precasting. C’erano altre 15 band ma passammo in due. Lì è iniziato tutto».

Come sono andati gli altri provini?
«Dopo ci sono state le Auditions, una fase abbastanza stressante perché nel backstage eravamo in tanti ed era difficile concentrarsi. L’impatto è stato forte, ci siamo esibiti in un palazzetto dello sport davanti a un pubblico. L’esperienza più bella, però, è stata il Bootcamp, perché abbiamo suonato al Mediolanum Forum: ci siamo divertiti moltissimo e sono nate amicizie bellissime».

Proprio lì avete sorpreso tutti portando sul palco “Falla girare” di Jovanotti, brano molto lontano dal vostro mondo. Perché questa scelta?
«Quando abbiamo dovuto decidere il pezzo per il Bootcamp ci siamo dati degli obiettivi: volevamo fare qualcosa che non avessimo mai fatto. Da qui la scelta di una cover, per di più in italiano. “Falla girare” ci è sembrata adatta perché stavamo lanciando un messaggio: “non esiste un solo punto di vista, l’arte è bella anche quando imprecisa e stonata”. Inoltre volevamo stravolgerla totalmente, così abbiamo l’abbiamo interpretata in maniera estremamente “cattiva” perché era la nostra dichiarazione d’intenti: volevamo far saltare le persone dalla sedia, distruggere la batteria, lasciare i buchi a terra».

Questa esperienza vi ha permesso di esibirvi di fronte a un pubblico molto ampio, che feedback avete ricevuto?
«Metterci in gioco è la nostra priorità e non abbiamo mai visto di buon occhio chi demonizza i talent. Del resto è un format e in quanto tale può essere una vetrina se lo affronti con maturità. Ci ha permesso di portare la nostra musica su un palco e per noi è già una vittoria. Poi abbiamo avuto feedback positivissimi: Agnelli si è complimentato per il testo di Gok Art, siamo piaciuti a Fedez, che è molto lontano dal nostro mondo, e Asia Argento è abbastanza impazzita per noi, cosa non scontata, dato che ha una sconfinata cultura musicale. Poi abbiamo ricevuto tantissimi messaggi, richieste di interviste e di concerti. Stiamo pensando di partire in tournée per l’Italia. Vogliamo riportare tutta questa energia nella nostra musica».


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Valentina Comiato

Ha 24 anni, è laureata in lingue ma con un innato amore per la penna. Si divide tra università, associazionismo e scrittura. Crede nelle parole e nella partecipazione attiva. Per "Made in Pompei" scrive di piccole realtà, grandi talenti e bei progetti.

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