Trigaio, l’autunno segna un’evoluzione in cucina

Ecco il nuovo corso del ristorante: nei piatti si prediligono i prodotti offerti dal territorio in base al periodo dell’anno

POMPEI. L’autunno segna per il ristorante Trigaio una vera e propria evoluzione, che coinvolge tutti i sensi e in modo particolare il palato. La nuova strada intrapresa è proiettata con solidità verso il futuro, ma il cuore della proposta enogastronomica è legato indissolubilmente ad un ritorno alle radici delle tradizioni culinarie campane. Lo dimostrano le scelte che rappresentano il nuovo corso di Trigaio: nei piatti si prediligono i prodotti che offre il territorio in base al periodo dell’anno. E molti di questi prodotti faranno davvero “poca strada” per arrivare fino al piatto, perché saranno a “Km 0”.

L’obiettivo è chiaro: offrire una cucina saporita e senza fronzoli, ispirata alla tradizione campana (e nazionale) o, se preferite, a quella delle nostre nonne e delle mamme di una volta. Non è un caso, infatti, se nel nuovo menù sono stati inseriti piatti come la genovese, la braciola al ragù, il sartù di riso o il tipico soffritto napoletano. Una scelta coraggiosa quanto emblematica è stata poi quella di inserire nel menù le zuppe classiche: pasta e ceci, pasta e fagioli con le cotiche, pasta e patate con la provola e altre. Ispiratrice di questa evoluzione è Anna, direttrice del ristorante di via Lepanto: la passione per la cucina tradizionale non le manca, in più ha l’esperienza giusta per guidare un’attività ristorativa così ambiziosa, arrivando da una famiglia di imprenditori impegnati nell’export di prodotti alimentari.

Se in cucina sono arrivate tante novità, nelle sale Trigaio conferma la formula che ha riscosso consensi già in primavera. Al piano superiore sono gli spazi per la ristorazione classica e gli eventi. L’ingresso e il piano terra rappresentano invece uno spazio multifunzionale, che passa con disinvoltura da lounge bar a caffè letterario, da wine bar a caffetteria: aperto fin oltre la mezzanotte, vi si può degustare vino (da tutta Italia), taglieri di salumi (Trigaio propone quelli della filiera Cillo), prendere un caffè, un aperitivo o addirittura – mentre si aspetta qualcuno – leggere un libro, giocare a scacchi, a dama e guardare la tv (dove viene trasmessa tutta la Serie A). Insomma, i tre piani di buonumore ci sono tutti.

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Marco Pirollo

Giornalista, nel 2010 fonda e tuttora dirige “Made in Pompei”, rivista free-press mensile di promozione territoriale.

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