Omaggio a Pompei dal Forum Internazionale della Cultura in Russia: aspettando la mostra del 2019

Al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo esposti 8 capolavori provenienti dal Mann e dalla città vesuviana

SAN PIETROBURGO. Grande omaggio italiano all’insegna di Pompei al VII Forum Internazionale della Cultura in corso a San Pietroburgo, con l’inaugurazione che ha avuto luogo oggi, al Museo Statale Ermitage – alla presenza del ministro italiano per i Beni Culturali, Alberto Bonisoli, del viceministro russo alla Cultura, Alla Manilova, del direttore del Museo Statale Ermitage, Mikhail Piotrovsky, di Paolo Giulierini direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e di Massimo Osanna direttore del Parco Archeologico di Pompei – di 8 capolavori provenienti dalle due istituzioni campane.

Esposte nella grande sala del Patio romano dell’Ermitage –  con il sostegno dell’Ambasciata italiana in Russia e dell‘Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo – le preziose testimonianze dell’enorme patrimonio restituito dall’antica città romana sommersa dai lapilli e dalle ceneri del Vesuvio nel 79 d.C., costituiscono una sorta di anticipazione della grande mostra dedicata a Pompei che aprirà la prossima primavera nel Museo di San Pietroburgo e che è stata annunciata ufficialmente nell’occasione.

«Sono molto lieto di aver presentato in anteprima la mostra su Pompei nel contesto di questo evento straordinario del Forum Culturale – ha dichiarato il ministro Bonisoli – dove l’Italia nella sua qualità di ospite d’onore ha avuto la possibilità di essere al centro dell’attenzione in una città che ha fortissimi legami, anche architettonici, con il nostro Paese. Ringrazio il Governo russo nelle persone della viceministro Manìlova e del  ministro della Cultura, Medìnsky, che ha offerto all’Italia l’opportunità di essere presente in questa veste, a dimostrazione delle profonde relazioni culturali tra i nostri due Paesi, da sempre estremamente proficue e proiettate positivamente verso il futuro».

«Nonché  – aggiunge Bonisoli – il direttore dell’Ermitage, Piotrovsky, persona che, animata da profondo amore per il nostro Paese e la nostra cultura, ha svolto e continua a svolgere un ruolo fondamentale nel rendere sempre più intense e qualificate queste relazioni. Sono felice che in questo momento possiamo mostrare opere uniche e sono ancora più orgoglioso che ciò avvenga all’Ermitage, struttura che riassume in sé tutta la storia russa, così ben rappresentata nel capolavoro l’Arca russa 2002 del regista Aleksander Sakùrov, dove non solo si mette in risalto lo splendore di questo Museo universale, ma siamo ancor colpiti dalla maestria di un film realizzato in un unico piano sequenza».

E ancora: «È un immenso piacere sapere che il pubblico dell’Ermitage da oggi può apprezzare alcuni dei capolavori che saranno oggetto della mostra dedicata a Pompei dalla prossima primavera, quali ad esempio il bellissimo marmo della “Statua della Concordia augustea” e il preziosissimo vetro cameo con “Bacco e Arianna” senza tralasciare i bronzi, il cratere della Casa di Giulio Polibio a Pompei e il busto dell’Imperatore Tiberio. E per questa opportunità – conclude il ministro italiano – ringrazio vivamente  tutte le istituzioni e i loro rappresentanti – dai direttori del Mann e del Parco archeologico di Pompei – che si sono prodigati per la realizzazione di questo evento espositivo che consente di conoscere ancora più profondamente la storia antica del mio Paese e condividerla con voi tutti».

La mostra “Pompei. Uomini, Dei ed Eroi” – frutto dell’accordo di collaborazione sottoscritto nel 2017 tra le due Istituzioni campane con il Museo Statale Ermitage e in relazione con Ermitage Italia – proporrà oltre 150 opere tra affreschi, statue, mosaici ed oggetti di uso comune, selezionati nelle straordinarie collezioni del Mann e del Parco Archeologico di Pompei, per raccontare l’arte, la storia e la vita di questa antica città romana che, con la sua repentina e tragica distruzione, ha consentito di preservare e restituire ai posteri capolavori d’arte e testimonianze straordinari.

Gli “Dei” e gli “Eroi”, dunque, non solo quelli presenti nei decori e nelle opere di edifici pubblici come l’ imponente “Erma di Mercurio”  in marmo e il mosaico delle “Tre Grazie” entrambi dal Tempio di Apollo di Pompei in prestito dal Mann, ma anche e soprattutto all’interno della mura domestiche: nei larari, nelle cucine e negli atri.

Gli splendidi affreschi con “Zeus in trono” e “Achille e Briseide” dalla Casa del Poeta Tragico (Mann),  il “Dioniso e Arianna” e “Alessandro e Rossane” dalla Casa del Bracciale d’Oro, dal Parco Archeologico di Pompei, e ancora l’eccezionale tarsia in marmo con “Scena dionisiaca” riemersa dalla Casa dei Capitelli colorati e conservata nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, raccontano le gesta di divinità ed eroi rappresentandoli, secondo l’uso del tempo, da soli o con gli attributi che ne rendono immediata l’identificazione.

Il grande merito degli Scavi vesuviani, promossi negli ultimi due decenni della prima meta del XVIII secolo da Carlo III di Borbone nelle città di Pompei, Ercolano e Stabia, è stato tuttavia quello di regalarci un inedito spaccato sulla vita quotidiana degli antichi romani, fino a quel momento pressoché sconosciuta: è in questo senso che la sezione della mostra dedicata agli “Uomini” assume particolare rilevanza.

Dell’impressionante mole di oggetti d’uso comune riemersi a Pompei – crateri in bronzo, suppellettili in vetro, pentole ed orci – sono stati selezionati per la mostra di San Pietroburgo esemplari di grande interesse che consentono di ricostruire le usanze, i commerci, le attività artigianali e quelle quotidiane dall’educazione alla tavola. I quattro affreschi dai Praedia di Giulia Felice, ricca patrizia di Pompei, che stanno esposti all’Ermitage da Napoli, offriranno uno sguardo emozionante sui piccoli grandi fatti della vita di tutti i giorni: attività commerciali (“Vendita di vasellame”, “Vendita di tessuti”), eventi comuni (“lettura di editto”) e situazioni private (“punzione dello scolaro”).

Quindi oggetti di grande raffinatezza e prestiti eccezionali, come l’assoluto unicum del “Vaso blu”, capolavoro in vetro blu e cammeo che costituisce una delle opere iconiche del Mann (ritrovato nel 1837 dai Borboni nella necropoli di Pompei), la lastra in vetro cammeo “Dioniso e Arianna” dal Parco Archeologico di Pompei e, ancora, tavoli di marmo riccamente decorati (bellissimo quello prestato dal Parco Archeologico di Pompei di quasi 80 cm. di diametro), caldaie in bronzo, candelabri ed altarini domestici.

Non si potevano dimenticare il teatro e i giochi gladiatori. Arredi marmorei da giardino di case pompeiane, recanti a rilievo raffigurazioni teatrali, testimoniano la passione per il teatro, mentre elmi e schinieri in bronzo, decorati con scene mitologiche che raccontano a loro volta di Dei ed Eroi – riaffiorati dalle ceneri del tempo – ricorderanno anche ai visitatori dell’Ermitage l’importanza e la diffusione nel mondo romano, e anche a Pompei, dei giochi gladiatori tanto amati dal popolo e faranno sognare le meraviglie conservate in Italia nelle due prestigiose sedi campane.


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Redazione

Made in Pompei è una rivista di promozione territoriale e informazione culturale, turistica, enogastronomica, scientifica ed economica.

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