Ecco le ipotesi formulate sull’iscrizione in carboncino datata 17 ottobre trovata nella Regio V

Il testo, in corsivo e in latino, è risultato subito di difficile interpretazione: sono almeno due quelle da verificare

POMPEI. Tra le iscrizioni parietali rinvenute nella Casa con Giardino, una in particolare ha diviso gli studiosi e anche l’appassionato pubblico che segue Pompei. Tracciata a carboncino, secondo quanto riportato dal Parco Archeologico di Pompei, supporterebbe l’ipotesi che l’eruzione del 79 d.C. sia avvenuta in autunno. Questa ipotesi si baserebbe sul fatto che essendo il carboncino fragile ed evanescente, questo non avrebbe potuto resistere a lungo nel tempo e quindi è più probabile che la data riportata nell’iscrizione sia riferibile all’ottobre del 79 d.C., proprio una settimana prima della grande catastrofe avvenuta, secondo questa ipotesi, il 24 ottobre del 79 d.C.

Il testo, in corsivo e in latino, è risultato sin da subito di difficile interpretazione, tanto che si è reso necessario interpellare numerosi epigrafisti per cercare di dipanare la questione. Sulla data riportata, invece, non ci sono troppe ipotesi perché di chiara lettura: XVI (ante) K(alendas) Nov(embres). Antonio Varone, pompeianista ed epigrafista interpreta così il continuo dell’iscrizione: in[d]ulsit pro masuri esurit[ioni] che risulterebbe in italiano, “Il 17 ottobre lui indulse al cibo in modo smodato”. Differentemente, Giulia Ammannati, docente di Paleografia Latina presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, propone una nuova lettura: “In olearia/proma sumserunt […]”, vale a dire “Hanno preso nella dispensa olearia […]”.

Secondo il direttore generale di Pompei, Massimo Osanna, dopo “sumserunt” qualcosa è stato cancellato, forse il complemento oggetto retto da “sumserunt”, che in questa accezione significherebbe “aver ricevuto” o “aver prelevato”, un’entrata o un’uscita? Sicuramente se ne saprà di più nei prossimi mesi, fatto sta che al momento nessuna prova è stata scoperta, nessun indizio è definito e l’iscrizione, se mai si riuscirà a datarla, fornirebbe solo un ulteriore indizio per un filone di studi sulla tesi autunnale, che ha una lunga tradizione, dal ‘700 ai giorni nostri, e che ha visto in Grete Stefani, attuale direttrice degli Scavi di Pompei, la sua maggiore sostenitrice.


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Alessandra Randazzo

Studia Lettere Classiche presso il DICAM dell'Università di Messina. È anche redattrice e social media manager per la rivista di archeologia Mediterraneoantico.it e collaboratrice per la testata giornalistica Tempi.

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